Archivi categoria: Costume & società

MEDICINA VACCINI & RELIGIONI

Vaccini e Religioni

In ambito vaccinale cosa dicono la chiesa cattolica, l’islam, il giudaismo e i testimoni di Geova? Il discorso è assai interessante visto che la produzione dei vaccini pediatrici contempla l’utilizzo di cellule di feti abortiti, gelatina di pelle di maiale, derivati del latte e sangue bovino…

Cosa contengono i vaccini

Tralasciamo volutamente gli adiuvanti (sali di alluminio, mercurio, formaldeide, antibiotici, ecc.) contenuti nei vaccini i cui effetti neurotossici sono noti da tempo, per occuparci esclusivamente degli aspetti morali di alcune sostanze contenute in questi farmaci speciali.

Non tutti i cattolici, ebrei e musulmani sanno che nella produzione della maggior parte dei vaccini vengono utilizzati terreni di coltura cellulari umani e animali (WI-38, MRC-5 e VERO). Continue reading

Effervescienza maggio 2017 - Fake news

Fake News – La censura perfetta!

Da almeno 15 anni la mannaia della censura viene ogni tanto tirata fuori dai vari governi e fatta oscillare nell’aria. Il tutto senza apparenti risultati.

Oggi purtroppo la sensazione è che le cose stiano cambiando e accelerando.

Poche settimane fà una proposta in Senato farebbe concretizzare il più grande timore per i diritti e le libertà: il Grande Fratello di stampo orwelliano.

Prima però è bene sapere che la Commissione Europea – lo strumento nelle mani dei potentati economici internazionali – è stato il primo organismo a incitare alla “lotta contro le fake news”, cioè contro le notizie false.

Il tutto è iniziato con la guerra contro l’incitamento all’odio su internet sfociata successivamente nel maggio 2016 in un codice di condotta concordato fra la Commissione e le grandi società mediatiche tipo Youtube e Twitter. Questo era solo l’inizio…

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Copertina Effervescienza ottobre 2016

Il dragone di luce

Se l’essere umano arriva alla cosciente e vitale realizzazione delle immense forze spirituali che risiedono in lui e comincia a utilizzare queste forze nella scienza, negli affari e nella vita, il suo progresso futuro diventerà incomparabile.

Io sento di avere questa grande forza creativa e spirituale in me, più grande della fede, più grande dell’ambizione, più grande della fiducia, più grande della determinazione, più grande della visione. E’ tutto questo insieme. Il mio cervello è magnetizzato da questa forza enorme che tengo in mano.

Aveva le idee chiarissime fin da piccolo. Addirittura le sue capacità mentali, più uniche che rare, gli permettevano di proiettarsi nel futuro: proprio ora, riesco a proiettare i miei pensieri nel futuro e a vedere davanti a me. Visioni chiare del futuro che ancora non esiste…

Sembrerà impossibile ma stiamo parlando di Bruce Lee, noto al mondo intero come artista marziale, attore, produttore e regista, ma totalmente sconosciuto come scrittore, poeta, scienziato (dei processi fisici e mentali) e addirittura filosofo!

Questo articolo vuole colmare tale lacuna portando un po’ di luce sulla sua filosofia di vita. Continue reading

Feste senza festeggiati

Ieri un 25 Aprile senza liberazione, oggi un 1° Maggio senza lavoro: due buone occasioni sì, ma solo per prendere coscienza di come ci siamo ridotti

E cosa vuoi dire, di nuovo e di clamoroso, in un 1° Maggio in cui si celebra il lavoro che non c’è? Niente, se non pensare che in una settimana abbiamo fatto due feste senza il festeggiato. Sui palchi del 25 Aprile è salito di tutto meno che l’idea stessa della Liberazione, e non parliamo ovviamente di quella storica del 1945 bensì dei liberatori di allora: mille grazie ai signori d’America, ma se dopo quasi settant’anni non se ne sono ancora andati, hanno le loro basi (e ne fanno pure di nuove!), ci ordinano dove e quando andare a bombardare, e dettano dalla A alla Z la nostra agenda di politica estera, be’, forse qualche problemino c’è e prima o poi bisognerebbe risolverlo. Senza clamorose rotture, eh?, ma così: parliamone almeno.

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Quando il calcio era proibito

Con un decreto del 13 aprile 1314 il re d’Inghilterra Edoardo II vieta il gioco a Londra. Ecco come dopo 700 anni esatti il football, da problema di ordine pubblico, si è trasformato in un formidabile strumento di business e di controllo delle masse       

Non doveva essere tanto di buonumore, re Edoardo II d’Inghilterra, quella mattina del 1314 che gli vennero a riferire dell’ennesima rissa scoppiata in città nel fine settimana. Vicino alla vecchia cattedrale di Saint Paul, dicevano. Sempre per colpa del pallone. «Questi spregevoli giocatori di calcio mi hanno rotto le scatole, ora li metto a posto io!», disse sua maestà tirando un pugno sul tavolo, e anticipando con il suo “spregevoli giocatori” il famoso epiteto offensivo che William Shakepeare avrebbe messo in bocca quasi trecento anni più tardi a un personaggio del suo “Re Lear” intento a insultarne un altro («You base football player…»). Detto e fatto. La mattina del 13 aprile la decisione del re, sotto forma di decreto emesso dall’allora sindaco di Londra, sir Nicholas de Farndone, era già affissa su tutti i muri della City. «Essendo provato – diceva il decreto del Lord Major, scritto nel francese usato all’epoca dalle classi colte –  che si fa un gran  clamore per le strade cittadine a seguito di certi tumulti provocati dall’inseguire un grosso pallone (“grosses pelotes de pee” nel testo originale) e che da ciò possono derivare molti mali, che Iddio non voglia, noi comandiamo e proibiamo, in nome del Re Edoardo II e sotto la pena del carcere, che tale gioco sia d’ora innanzi praticato in città».

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Lo dice la scienza: siamo cretini

Uno studio di due università britanniche conferma: l’apparenza crea valore aggiunto. Nel mondo dell’auto lo hanno capito da un pezzo: dal Salone di Ginevra agli spot televisivi, ci prendono per quel che siamo

Certo che a visitare il Salone di Ginevra 2014, in corso in questi giorni fino a domenica, tutto pare fuorché sul mondo, e in particolare sul mondo dell’auto, tiri aria di crisi. Ma come, uno va alla vetrina più importante dell’anno aspettandosi qualcosa di innovativo per esempio dal punto di vista del risparmio energetico, o del risparmio in sé nel senso di veicoli meno costosi, o soprattutto ad alta sostenibilità ambientale, dunque progressi nell’elettrico, nell’ibrido, nei motori ad acqua o ad aria compressa, eccetera, e invece? Invece vi basti sapere questo: che l’auto più fotografata al salone svizzero non ha il motore a idrogeno o ad emissioni zero, ma è la Bugatti Rembrandt, che è prodotta in tre soli esemplari e costa 2,18 milioni di euro (e c’ha pure i dettagli in platino!).

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Un popolo di corrotti

Ma davvero in Italia la corruzione ci costa 60 miliardi l’anno e vale la metà di quella europea? L’Europa s’inventa le cifre ma il fenomeno è reale: un chilometro di Tav costa dieci volte in più della Francia. Il giudice Imposimato: “Più grandi le opere, più grandi le tangenti”

E’ bello sapere che l’Europa pensa a noi. Ci vuole bene, ci vuole bravi, ci vuole sempre migliori. E’ per questo (e per cos’altro sennò?) che lunedì la Commissione europea ha deciso di tirarci le orecchie per la troppa corruzione che c’è nel nostro paese. Un fenomeno che, dicono da Bruxelles per bocca del commissario agli affari interni Cecilia Malmstroem, ci costa qualcosa come 60 miliardi l’anno; e necessita, per essere sconfitto, che l’Italia si metta al passo con le direttive europee in materia, e cioè in parole povere che emani nuove e più pesanti leggi anticorruzione.

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Sui suicidi statistiche sottostimate

Lo ammette anche l’ISTAT. L’OCSE nega ogni relazione con la crisi economica. ma i suoi dati traballano mentre l’OMS suona già l’allarme: “E’ emergenza sociale”. 

Prima, i soldi. Poi, tutto quanto il resto. Fedele alla sua natura, che è una natura squisitamente economica (e cos’altro dovrebbe essere un’organizzazione che raduna i 34 paesi più sviluppati del pianeta?), poteva forse l’OCSE  non diciamo suonare l’allarme, ma mostrare un minimo di sensibilità verso il problema dei suicidi da crisi economica? Eh sì, col cavolo. Come il lettore avrà capito dal precedente articolo  sulla “salute a colpo d’occhio” – parliamo del suo rapporto “Health a glance” 2013, titolo già di per sé significativo quanto a competenza e approfondimento – all’OCSE che la gente si ammazzi non importa un fico secco, anzi no: importa tantissimo. Nel senso però che non vogliono lo si dica troppo forte in giro. Sai mai che qualcuno scrosti la facciata del dogma produttivo, e capisca quanto di malato c’è nel retrobottega dello “sviluppo” economico. Non disturbare il manovratore. Ecco, questo e null’altro sta a cuore ai signori di Parigi.

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Accà nisciuno s’accide

Per l’OCSE non è vero che in Italia ci si suicida per la crisi, ma numerosi studi lo smentiscono. Quattromila i morti all’anno: record a Nordest, ultima la Campania. A quando il reato di “staticidio”? Siamo comunque agli ultimi posti nel mondo: in Corea e Lituania si ammazzano cinque volte più di noi

Due smentite in un colpo solo: non è vero che noi italiani ci ammazziamo, e men che meno che ci ammazziamo per colpa della crisi. Chi lo dice? Nientemeno che l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con sede a Parigi, nel suo rapporto 2013 “Health at a glance” , la salute “a colpo d’occhio”. E tanto basta, vista l’ufficialità dell’ente che raggruppa i 34 paesi più sviluppati del pianeta, per mettere la museruola a chi si ostina a sostenere che il suicidio sia già, o lo stia per diventare, una nuova emergenza sociale.

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Censis, le bugie degli italiani

L’altruismo un valore primario? Sì, ma solo ai sondaggi. In realtà cementifichiamo otto metri quadrati al secondo, abbiamo il record delle liti condominiali, e persino i vicini di casa ci sono perfetti sconosciuti

Siamo un popolo di grandi altruisti. Lo assicura il Censis, sbandierando con soddisfazione i risultati della sua ultima ricerca sui valori 2013 degli italiani. Dove ai primi posti (46%) figura appunto la voglia dei nostri connazionali di impegno, di solidarietà, di “fare qualcosa” per gli altri. E pazienza se aldilà delle visite agli ammalati (40%) e agli aiuti in caso di calamità (36%), questo “qualcosa” gli italiani “non sanno esattamente cosa”. Di sicuro, sottolinea la ricerca tra virgolette, non sappiamo se come battuta di spirito o che, l’altruismo “trasmette energia positiva più della palestra o del centro estetico”.

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