Il sogno di tutti i dittatori

Computer che leggono nel pensiero, moneta virtuale, occhiali geolocalizzatori, microchip sottocutanei. Sotto la punta dell’iceberg del “Datagate” l’industria del controllo globale avanza con passi da gigante. Con il nostro plauso.

Computer che leggono nel pensiero, occhiali che ci puoi anche geolocalizzare tua nonna, microchip sottocutanei per monitorare la salute, monete virtuali che stanno già venti leghe più avanti della discussione sulla “moneta virtuale sì-moneta virtuale no”. E’ bello constatare come il mondo dell’hi tech stia alacremente lavorando per noi. Per noi? Oddio, questo è quello che dicono “loro”. Stiamo lavorando per voi, per la vostra sicurezza, o per il vostro divertimento, e per cos’altro sennò? E pazienza se non si è ancora attutito l’eco dell’ultimo scandalo in fatto di controllo globale, parliamo del “Datagate”, quello in cui gli USA spiavano persino cosa faceva o cosa non faceva la cara alleata e allineata fraulen Merkel. E da cui è emerso, come ha scritto anche il Washington Post,  che la NSA, la National Security Agency, segue i movimenti di qualcosa come 5 miliardi di cellulari in tutto il mondo, ed è in grado di rintracciarli perfettamente attraverso il servizio di geolocalizzazione. Anche questo per la nostra sicurezza, s’intende.

Vogliamo dare un’occhiatina a quanto offre il mercato? Be’, si parla tanto dei Google Glass, gli “occhiali” dotati di un minuscolo schermo trasparente su una lente e un altrettanto minuscolo computer collegato a Internet con i quali è possibile fare tutto quello che si fa con un telefonino, ma senza essere visti: una foto, un video, una video-chiamata, ricevere indicazioni stradali o sul meteo, eccetera. E che forse, gli occhiali, qualche problemino di privacy lo pongono, visto che ci sono già luoghi pubblici che ne hanno vietato l’accesso ai suoi possessori. Come è successo a quel tale professore di Toronto ai cui l’anno scorso, mentre si trovava in un McDonalds in Francia, i commessi hanno cercato di togliergli gli occhiali che indossava, e pazienza se non erano i Google ma una sua invenzione per “ampliare” lo schermo visivo.

E che dire poi del dispositivo compatibile con i Goggle Glass già messo a punto dai ricercatori spagnoli dell’università Carlos III di Madrid, l’ALFS, che dovrebbe consentire ai professori di “spiare” gli alunni, nel senso di leggere nella loro mente e capire se hanno compreso una spiegazione oppure no? O ancora, di invenzione in invenzione, come giudicare il computer progettato da un gruppo di ricercatori della mitica università di Berkeley, in California, capace di trasformare i “frame” prodotti dalla mente umana in immagini attraverso un processo di neuroimaging funzionale, e dunque di leggere nella mente?

Controllare, spiare, leggere nelle mail e anche nella mente. Diciamolo: è sempre stato il sogno di tutti i dittatori. Tantopiù che, sorvolando su orologi intelligenti, bracciali e microchip che monitorano salute e fitness, parrucche e perfino reggiseni “smart”, sembra che stiamo facendo notevoli passi avanti anche sul fronte della moneta virtuale. Pensate un po’ che i “bitcoin”, la moneta creata da un informatico nel 2009, invece di indurre qualcuno a chiamare per lui la neuro, sono già arrivati a sforare quota 1000 dollari. Di più: stanno facendo parlare di se, con il plauso delle autorità mondiali e della necessità di maggiori controlli (per stanare gli evasori: dunque è tutto per il bene nostro!), al punto che persino la JP Morgan, la banca d’affari USA, ha brevettato  un sistema di pagamento computerizzato che si rifà a quello usato dalla “cripto moneta”.

Bel panorama. Che potrebbe essere persino riduttivo se si pensa a quello che viene progettato e costruito (e non divulgato) nei retrobottega dell’hi-tech. E’ la cosa divertente è che tutto questo, il via libera al controllo globale prossimo venturo, lo stiamo promuovendo noi. Le previsioni di vendita di tutti quei bei dispositivi di cui via abbiamo parlato, prodotti tecnologici sempre più connessi con il nostro corpo, ai quali invece di dire “vade retro” mostriamo compiacimento, simpatia, desiderio di possesso, si aggirano difatti sui 64 milioni entro il 2017. Li compreremo noi, con i nostri soldi. Per cui il cerchio si chiude: quello che è sempre stato il sogno di tutti i dittatori,  adesso sta diventando realtà. Con il nostro grazie.

Informazioni su Furio Stella

Giornalista, nato nel 1957 a Trieste, morto il 14 ottobre 2014. Ha lavorato a “Il Mattino di Padova”, di cui è stato vicecaposervizio del settore Sport, dal 1978 al 2013. Inviato del gruppo l’Espresso ai Mondiali di calcio 1990, ha collaborato con la Rai, “La “Stampa” e “Il Giorno”. Ha lavorato anche a “Il Centro di Pescara” e a “L’Alto Adige di Bolzano”. Nel 1995 ha fondato l’edizione italiana di “Nexus” di cui è stato direttore fino al 2004. Dal 2008 si occupa di “Effervescienza”, l’inserto scientifico del mensile “Biolcalenda”. Ha pubblicato la raccolta di racconti La casa dei molini a vento (Edizioni Andromeda, 2008) e il romanzo Il cameriere di Rocco (Edizioni La Torre ,2012). Ha scritto in collaborazione anche due libri sul calcio Padova, La vecchia signora di provincia (con Cellini e Trivellato, Edizioni Tipopadova 1980) e Calcio Padova 1910-2010, un sogno lungo un secolo (a cura di Toni Grossi, Il Mattino di Padova 2010).

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