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L’informazione ai tempi dell’autismo

Celebrata la Giornata mondiale, l’assillo è uno solo: «I vaccini non c’entrano». Intanto la malattia aumenta: in Italia colpiti 600 mila bambini. Genitori, studi scientifici, leggi dello Stato e sentenze di tribunali accusano, con loro c’è persino il Nobel Montaigner

Tra le tante iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale dell’autismo, celebrata il 2 aprile scorso, è mancata l’iniziativa più importante di tutte: l’informazione. Perché davanti a una malattia che possiede ormai una forza epidemica, e che negli ultimi trent’anni è aumentata in maniera esponenziale su tutto il pianeta (nel 1980 colpiva un bambino su 2000, adesso siamo nell’ordine di uno su 100-150, e negli USA addirittura uno su 50-80), uno vorrebbe sapere prima di tutto il  perché. Continue reading

Impasticcati!

La crisi fa decollare anche il consumo di psicofarmaci. In otto anni antidepressivi aumentati  del 310%. Mali dell’anima? Certo, ma chi spinge sono anche le elite mondialiste e le multinazionali del farmaco

Dura investire con la crisi che tira. Ma se proprio dovessimo fare un investimento in azioni, non avremmo dubbi, e punteremmo tutto quanto sul mercato dei farmaci. Meglio ancora: su quello degli psicofarmaci. Tra sonniferi, ansiolitici e antidepressivi non c’è difatti una statistica, una, che contraddica il loro mostruoso trend di crescita. Men che meno in Italia, dove pure è concentrato un terzo degli psicologi di tutta Europa (70 mila su 210 mila: non chiedeteci il perchè).

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Sull’ignoranza degli italiani

Il 54,7% di noi non legge neanche un libro all’anno. Come fonte di informazione quattro su cinque scelgono i Tg. E nell’uso di internet siamo agli ultimi posti in Europa   

Che c’è di vero nel fatto che noi italiani siamo un popolo di ignorantoni? Be’, qualcosa c’è, visto che a dipingerci così non sono i giornali di mezza Europa ma purtroppo le nostre stesse statistiche. L’ultima riguarda la percentuale di ragazzi che lasciano la scuola prima di finirla: un 17,5 per cento, praticamente uno su cinque,  che al Sud diventa addirittura il 22,3. E che, paragonato al 14,1 della media europea (ma la Germania è al 10,5 e la Francia all’11,6)  mette l’Italia all’ultimo posto nella classifica dei Paesi Ue.

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Sui suicidi statistiche sottostimate

Lo ammette anche l’ISTAT. L’OCSE nega ogni relazione con la crisi economica. ma i suoi dati traballano mentre l’OMS suona già l’allarme: “E’ emergenza sociale”. 

Prima, i soldi. Poi, tutto quanto il resto. Fedele alla sua natura, che è una natura squisitamente economica (e cos’altro dovrebbe essere un’organizzazione che raduna i 34 paesi più sviluppati del pianeta?), poteva forse l’OCSE  non diciamo suonare l’allarme, ma mostrare un minimo di sensibilità verso il problema dei suicidi da crisi economica? Eh sì, col cavolo. Come il lettore avrà capito dal precedente articolo  sulla “salute a colpo d’occhio” – parliamo del suo rapporto “Health a glance” 2013, titolo già di per sé significativo quanto a competenza e approfondimento – all’OCSE che la gente si ammazzi non importa un fico secco, anzi no: importa tantissimo. Nel senso però che non vogliono lo si dica troppo forte in giro. Sai mai che qualcuno scrosti la facciata del dogma produttivo, e capisca quanto di malato c’è nel retrobottega dello “sviluppo” economico. Non disturbare il manovratore. Ecco, questo e null’altro sta a cuore ai signori di Parigi.

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Femminicidio, omicidio, omocidio: la legge non è uguale per tutti

Approvato il decreto d’urgenza del governo: 113 le donne assassinate nel 2013, ma i delitti non sono in aumento. E in Europa si uccide molto di più che in Italia.

Oggi dovevamo completare il «trittico» di articoli sugli antichi cereali con un po’ di informazione sul kamut e gli altri marchi registrati, ma ecco che gli amici del blog ci tirano per la manica: «Hai visto?, il femminicidio è diventato legge, devi scrivere qualcosa». O meglio: ri-scrivere, perché il pezzo scritto il mese scorso appositamente  per «Disinformazione», il bel sito dell’amico Marcello Pamio, hanno già provveduto a copiarlo e incollarlo in almeno un’altra dozzina di siti. Significa che l’argomento, oltre che di estrema attualità, è uno di quelli che colpiscono nel profondo. E ti credo, visto che dall’inizio dell’anno le donne assassinate sono già più di cento. Praticamente una ogni tre giorni!

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