Scoperte del cavolo

Dalla retromarcia di Hawking sui buchi neri al Dna dello squalo elefante, fino agli sms che alterano la postura. Lavatrici che funzionano con il telefonino e portauova hi-tech: quando la ricerca non sceglie la strada del progresso civile, ma del profitto

Certo che a sfogliare le news delle ultime scoperte scientifiche si rischia di restare basiti. Piglia l’ultima settimana: sorvolando sulla retromarcia di Hawking sui buchi neri – robetta da niente: un po’ come se la buonanima di Galileo dicesse “ragazzi ho sbagliato, la terra sta ferma!” – o sull’annuncio dell’università di Singapore che è stata completata la mappatura del Dna dello squalo elefante, scoperta talmente importante da meritarsi addirittura la copertina di “Nature”, colpisce per esempio una ricerca dell’università di Los Angeles che mostra come la spina dorsale degli uomini sposati (“ma solo dopo i 25 anni”, avverte la ricerca) abbia una densità maggiore di quella di scapoli, separati o divorziati. Nientemeno. Scoperta che fa il paio con quella dell’università  australiana del Queensland, secondo cui scrivere messaggi sul telefonino mentre si cammina altera la postura. E magari, aggiungiamo noi, aumenta pure il rischio di finire prima o poi sotto un tram.

  Tutto pubblicato. Tutto certificato scientificamente. Tutto celebrato da giornali e tv. Così come le novità hi-tech presentate all’ultimo salone della domotica, in pratica la  robotizzazione dell’ambiente domestico, e che qualche giorno fa si sono meritate addirittura un servizio sui Tg nazionali. Ve ne diciamo due: la prima è una lavatrice che può essere comandata a distanza con i messaggi del telefonino, e la seconda è un contenitore di uova da 69 dollari che ti avvisa, per ciascun uovo, della sua scadenza. Che dire? Niente, se non, come ha fatto la nostra anziana vicina di casa, che quando si comprano le uova, la data di scadenza è già riportata chiara sulla confezione e dunque non c’è bisogno di spendere tutti quei soldi per saperlo. Oppure, nel caso della lavatrice che funziona con gli sms, che il problema della lavatrice non è avviarla bensì metterci prima i panni dentro!

  Insomma, diciamocelo tranquillamente: sono tutte scoperte del cavolo. E il problema vero non è chi le fa, cioè i ricercatori, bensì chi li indirizza e li finanzia. Non c’è nulla di più bello, dal punto di vista scientifico, di una tecnologia che migliori il progresso dell’uomo e dell’ambiente in cui vive. E’ questo, in fondo, il senso della scienza. Ma qui, nel caso dei due esempi hi-tech, si capisce che l’obiettivo è un altro. Qui, chi sta dietro la ricerca, chi la indirizza e la ingrassa, sta dicendo esattamente questo: “A me non mi frega un accidente dell’uomo e del progresso civile, mi interessa un prodotto da vendere a clienti danarosi (tanto i poveri non comprano!) che vogliano apparire moderni, tecnologici e alla moda, e stupire con effetti speciali i loro ospiti quando li invitano a casa”.  Dunque è chiaro: prima o poi spariremo tutti in un buco nero, che Hawking ce lo permetta o no.

Informazioni su Furio Stella

Giornalista, nato nel 1957 a Trieste, morto il 14 ottobre 2014. Ha lavorato a “Il Mattino di Padova”, di cui è stato vicecaposervizio del settore Sport, dal 1978 al 2013. Inviato del gruppo l’Espresso ai Mondiali di calcio 1990, ha collaborato con la Rai, “La “Stampa” e “Il Giorno”. Ha lavorato anche a “Il Centro di Pescara” e a “L’Alto Adige di Bolzano”. Nel 1995 ha fondato l’edizione italiana di “Nexus” di cui è stato direttore fino al 2004. Dal 2008 si occupa di “Effervescienza”, l’inserto scientifico del mensile “Biolcalenda”. Ha pubblicato la raccolta di racconti La casa dei molini a vento (Edizioni Andromeda, 2008) e il romanzo Il cameriere di Rocco (Edizioni La Torre ,2012). Ha scritto in collaborazione anche due libri sul calcio Padova, La vecchia signora di provincia (con Cellini e Trivellato, Edizioni Tipopadova 1980) e Calcio Padova 1910-2010, un sogno lungo un secolo (a cura di Toni Grossi, Il Mattino di Padova 2010).

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