Le neuroscienze riabilitano Hamer? - Effervescienza 118 Aprile 2018

PTSD: Le neuroscienze riabilitano Hammer?

I risultati di una recente ricerca italiana pubblicata l’8 gennaio 2019 sul “Journal of Neuroscience Research” (J Neuro Res. 2019;1-11) sono estremamente interessanti e confermano in pieno (anche se nessuno lo dice) le “Leggi biologiche” codificate dal compianto dottor G. R. Hamer.

Oggi è pura eresia nominare pubblicamente il medico, e infatti chi ha il coraggio di parlare delle scoperte rivoluzionarie del medico e teologo tedesco, finisce per essere messo alla gogna mediatica e se è un medico, radiato…

Lo studio ha preso in esame 84 persone alle quali è stato diagnosticato il PTSD, cioè il Disturbo Post-Traumatico da Stress.

Si tratta di una parolona pregnante che non significa assolutamente nulla, ma che serve a medici, psicologi e psichiatri per cercare di spiegare il profondo disagio interiore vissuto da una persona.

Secondo i ricercatori dello studio, il PTSD può scatenare malattie cardiovascolari, cancro e sindrome metabolica.

Avete letto con attenzione? La “malattia emotiva” che colpisce spesso chi vive un evento traumatico/conflittuale particolarmente intenso, drammatico e pericoloso sarebbe l’innesco e/o la causa di patologie gravissime come il cancro o l’infarto.

Il gruppo di persone prese in esame è stato suddiviso in base al tipo di trauma vissuto: 39 vittime di attacchi terroristici, combattimenti bellici, rapimenti e torture e 45 vittime di altri eventi traumatici, come incidenti stradali, di caccia, o persone che avevano provato un forte trauma in seguito alla morte di una persona cara.

Il dottor Andrea Fagiolini, uno dei principali autori dello studio e direttore del Dipartimento di Salute Mentale e UOC Psichiatria dell’azienda ospedaliero-universitaria di Siena, spiega che «sebbene questi studi siano agli albori, i nostri risultati suggeriscono la possibilità che alcuni tipi di trauma, come quelli particolarmente intensi o ‘disarmanti’ degli attacchi terroristici, possano alterare alcuni sistemi del corpo umano in modo ancora più pervasivo di altri tipi di trauma, con conseguente maggiore possibilità di sviluppare malattie correlate, come il cancro».

Il dottore la prende molto alla larga, dichiarando che studi dell’impatto della psiche sul corpo fisico sono agli albori, ma non è così, perché se si fosse preso la briga di studiare la mole documentale lasciata non solo dal medico teutonico, ma anche da altri ricercatori, saprebbe che tali informazioni sono a disposizione dell’umanità da molti decenni.

Nonostante questa piccola mancanza, è assai interessante leggere uno studio ufficialissimo che correla l’aspetto biologico-emozionale alle manifestazioni patologiche gravi come il cancro e i disturbi cardiovascolari.

Scontato dire che per loro il cancro sarebbe causato da uno squilibrio del sistema endocrino: «i pazienti con PTSD hanno alterazioni del sistema endocrino, del sistema nervoso autonomo e di vari neurotrasmettitori». Squilibri che possono portare a «un aumento del cortisolo o a ulteriori squilibri che aumentano il rischio di genesi dei tumori, ad esempio, come conseguenza di alterazioni del sistema immunitario».

Tutto perfettamente corretto e sacrosanto, ma come sempre la medicina si limita a guardare il dito e non la Luna. Peccato che se solo si spingessero un po’ più in là del loro naso, troverebbero un mondo nel quale le risposte a tantissimi quesiti esistono da molto tempo…

L’altra cosa emersa sempre dallo studio è l’associazione tra conflitto vissuto e cancro femminile.

In pratica hanno riscontrato più tumori nelle donne rispetto agli uomini, e questo rischio maggiore per le donne «potrebbe essere correlato a un diverso assetto del sistema endocrino o a una diversa suscettibilità per alcune neoplasie, come quelle mammarie, che potrebbero risentire più di altre delle disregolazioni endocrine e immunitarie correlate al PTSD».

La Verità si sa, è figlia del tempo, e non a caso questa interessantissima pubblicazione scientifica da perfettamente ragione alle mirabolanti scoperte del medico più boicottato e maltrattato dell’ultimo secolo: Geerd Ryke Hamer, il quale, ovunque si trovi in questo momento, sta certamente ammiccando e gongolando…

Va altresì detto che gli studi e le verifiche empiriche del dottor Hamer rappresentano in realtà solo la punta di un immenso iceberg, e il portale che conduce alla visione di un Nuovo Mondo.

Il passaggio dal Vecchio al Nuovo è obbligatorio per l’attuale medicina, anche se l’establishment, rappresentata dalle lobbies farmaceutiche e dalla casta baronale al potere, sta facendo di tutto per impedire il cambio di paradigma. Ma nonostante i loro tentativi, le censure e l’oscurantismo becero messi in atto, la fine è segnata, ed è solo questione di tempo!

Prima di Hamer vanno ricordati anche Hans Seyle, Henri Laborit, Lippet e molti altri che hanno ampiamente dimostrato le connessioni tra stress, conflitti e la malattia. Dopo di lui, Pribram, la Pert, Thorwald Dethlefsen, l’italiano Castrica e altri continuano ad evidenziare il ruolo primario della psiche e del cervello nell’eziologia della “malattia” o di una “alterazione comportamentale”.

Il grande merito del dottor Hamer è quello di aver aperto una breccia tra una medicina “commerciale” votata alla risoluzione di un sintomo mediante somministrazione obbligata di un farmaco, e una medicina vera e scientifica in grado di spiegare nel 100% dei casi in maniera assoluta, ripetibile e prevedibile lo sviluppo di una alterazione anatomica e funzionale.

Un ponte tra una medicina sintomatica, deputata solo allo spegnimento di un segnale (sintomo) mediante protocolli fissi, gestiti e ideati dalle industrie del farmaco, e una medicina dove al centro non c’è una patologia ma l’uomo stesso con il suo vissuto; dove il paziente non subisce una disumanizzante frantumazione, ma semmai viene riconosciuto come co-creatore di quello sta vivendo, nel bene e nel male, in una visione globale e riunificante.

In ultima istanza, un riconoscimento al dottor Hamer per aver ridimensionato la “paura” di una diagnosi infausta come quella del cancro.

Paura, che come ho descritto nell’inserto Effervescienza di febbraio 2019, uccide molto più di qualsiasi malattia!

Infine, invece di polemizzare su qualche sporadico caso di presunte morti perché avrebbero seguito le “leggi biologiche” o altri percorsi terapeutici, cosa dovremmo dire delle oltre 500 persone che ogni giorno muoiono dopo e nonostante le dilanianti cure ufficiali? Forse i morti che hanno seguito i protocolli ortodossi vanno bene al Sistema, mentre coloro che non accettano le imposizioni terapeutiche sono da criminalizzare?

Va ricordato in chiusura che al momento nessuno è mai riuscito a smentire l’oggettività delle “leggi biologiche”. Nessuno, come mai?

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