Il lato oscuro dei tatuaggi effervescienza 113 novembre 2017

Il lato oscuro dei tatuaggi

Lo scopo del presente articolo è sensibilizzare, portando alla luce, i possibili rischi connessi ad una pratica estetica sempre più di moda: il tatuaggio. Rischi ovviamente proporzionati alla dimensione del disegno, ai colori utilizzati e alla qualità dei pigmenti iniettati. Avere un piccolo tatuaggio è una cosa, avere braccia e gambe completamente ricoperte è un’altra.

Ognuno usi il proprio corpo come meglio crede, ma è giusto sapere dei pericoli insiti in una tecnica oramai diffusissima, anche e soprattutto in vista di una gravidanza…

Fenomeno in crescita

Sempre più persone si fanno tatuare il corpo. Questo è oggettivo.

In Italia, stando all’ISS, sono circa 7 milioni le persone tatuate. Sono più diffusi tra le donne (13,8%) rispetto agli uomini (11,7%), e questi ultimi preferiscono tatuarsi braccia, spalla e gambe, le donne soprattutto schiena, piedi e caviglie.

Il mercato del tattoo è una miniera: sta crescendo in maniera esponenziale…

A livello europeo il tatuaggio coinvolge oltre 60 milioni di europei, e oltre oceano il fenomeno tocca il 24% dei cittadini degli Stati Uniti. Secondo un sondaggio condotto negli Stati Uniti dall’Harris Poll, sarebbero 3 americani su 10 ad avere un tatuaggio.

Tattoo for ever?

Uno dei punti più importanti che non viene preso in considerazione quando si fa un tatuaggio, è il fattore tempo.

Una persona non pensa che nel corso degli anni possa cambiare la visione della vita che aveva, quando stringendo i denti si faceva fare il disegno tanto agognato.

Poi un bel giorno, ci si alza dal letto e non si riconosce più il proprio corpo o una parte di esso. Oppure lo si deve fare per lavoro, perché «non si possono avere tatuaggi o piercing se si vuole entrare nell’esercito o nei corpi di polizia, carabinieri, finanza», spiega il dottor Luca Siliprandi, chirurgo plastico vice presidente di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica).

Allora parte la ricerca di uno studio medico attrezzato con il laser…

Questo quando va bene, perché esistono altre modalità, alcune veramente barbare, per cercare di cancellare l’ “errore” di gioventù: “dermoabrasione” (la pelle viene levigata con una mola abrasiva, con gravi rischi di danneggiamento); “salabrasione” (la pelle viene strofinata fortemente con sale grosso bagnato, anche qui con gravi rischi di danni); “crioterapia” (il tattoo viene congelato e bruciato con l’azoto liquido, rischiando ustioni); “peeling chimico” (tossici agenti chimici formano delle vesciche che provocano il distacco della pelle); “elettrodermografia” (un generatore di corrente andrebbe a disgregare il pigmento del colore); “creme” (molte creme chimiche in commercio promettono di rimuovere il tatuaggio, ma con quali rischi?) e infine la “chirurgia”.

I risultati però sono pessimi…

«Togliere un tatuaggio è molto più difficile che farlo, e non sempre è possibile riuscirci» – afferma Luca Siliprandi. «I tatuaggi si fanno spesso da giovani senza pensare che è un segno che ci accompagnerà per sempre».

I dati dell’ISS confermano un aumento costante dei ripensamenti: oltre il 17,2% delle persone tatuate avrebbe intenzione di rimuoverlo…

Rischi per la salute

Quali potrebbero essere i rischi nel farsi iniettare nel derma, con un ago, colori e sostanze chimiche di cui poco si conosce?

La Commissione Europea nel 2016 se ne è occupata: «gli inchiostri usati per i tatuaggi e per il PMU (“Permanent Make-up”, cioè il “trucco permanente”) contengono numerosi ingredienti e impurità. Attualmente sono in uso più di 100 coloranti e 100 additivi diversi».

La maggior parte degli inchiostri usati nel mercato dell’UE arriva dagli Stati Uniti, mentre gli inchiostri per il PMU sono generalmente fabbricati in Europa.

I pigmenti utilizzati non sono specificamente prodotti per le applicazioni di tatuaggi/PMU e generalmente mostrano una bassa purezza. Quindi secondo la Commissione europea la maggior parte dei pigmenti NON è autorizzata per l’uso nei prodotti cosmetici, e molti non dovrebbero essere neppure presenti. Lo afferma il CoE ResAP (2008), cioè «La risoluzione del Consiglio d’Europa sui requisiti e criteri per la sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente».

Oltre l’80% dei coloranti in uso sono biologici, e oltre il 60% di questi, sono azo-pigmenti, alcuni dei quali possono rilasciare ammine aromatiche notoriamente cancerogene. Questi colori possono degradare formando le ammine a livello di pelle, in particolare in caso di esposizione a radiazioni solari o laser.

Non dimentichiamo la vasellina (derivato del petrolio) che serve per la lubrificazione della pelle durante l’esecuzione e la guarigione.

La Commissione ha riscontrato sostanze chimiche pericolose, come idrocarburi aromatici policiclici (43%), ammine aromatiche primarie (14%), metalli pesanti (9%) e conservanti (6%), nonché contaminazione microbiologica (11%).

L’allergia acuta e l’ipersensibilità ritardata provocate dagli ingredienti degli inchiostri e/o dal trauma del tatuaggio e/o dalla sua rimozione, rappresentano la maggior parte delle complicazioni del tatuaggio, e interessano principalmente le parti colorate di rosso o nero. Queste reazioni aspecifiche possono essere esacerbate dall’esposizione solare, sono imprevedibili e possono a volte apparire dopo una lunga latenza anche di decenni, potendo far scatenare e slatentizzare patologie autoimmuni sottostanti.

Tra le reazioni avverse della pelle all’inchiostro:

Irritazione lichenoide, un’infiammazione con comparsa di pustole piatte e squamose;

Reazione granulomatosa, una reazione alle sostanze iniettate;

Eritema nodoso, con la comparsa di noduli rossi e gonfi sotto la pelle;

Reazione pseudolinfomatosa, che consiste in noduli duri di colore rosso violaceo;

Psoriasi.

L’elenco delle reazioni cutanee è molto lungo: dermatiti, prurito, eczemi e desquamazione della pelle, probabilmente causate dai coloranti impiegati e dalle impurità contenute, oltre che dai metalli pesanti iniettati sotto pelle.

Alcuni gruppi di ricerca hanno stabilito addirittura un legame tra lesioni pre-cancerose e tatuaggi. Non è così strano infatti che dalle zone tatuate scaturiscano veri e propri tumori, cosa questa che i chirurghi conoscono molto bene.

Metalli e colori

Le evidenze scientifiche dicono che gli inchiostri contengono concentrazioni molto elevate di cromo (colore verde, ma anche nel viola, marrone, blu, nero e rosso), ed anche una consistente concentrazione di nichel.

Perché per ottenere altri colori si usano elementi quali cadmio e zinco; il blu contiene rame, e in misura più modica in questo colore si trova anche il cobalto. Nel rosso spesso si ritrovano insieme nichel e cromo e anche mercurio.

Il nero contiene particelle di carbone che spesso viene fatto partendo dalla fuliggine.

Attenzione che nei tatuaggi non vi è la presenza solo di metalli pesanti, ma anche di allergeni diversi, per cui aumenta esponenzialmente il rischio di sensibilizzazione crociata a causa proprio degli effetti sinergici delle sostanze contenute. Pertanto non è mai possibile sapere a priori come si reagirà al contatto di svariati elementi.

La composizione varia a seconda del colore, ma le analisi di laboratorio hanno dimostrato che i metalli più frequentemente presenti sono: piombo, alluminio, nichel, cromo, titanio, cobalto e litio.

Dal portale “Cosmetovigilanza” dell’Università Federico II di Napoli si cita l’articolo pubblicato il 14 maggio 2005 dalla rivista “Nature” sui rischi di alcuni metalli contenuti negli inchiostri.

Ne elencano solo tre:

  • piombo: può provocare problemi comportamentali, anemia, problemi renali, danni neurologici (epilessia);
  • litio: può indurre disturbi renali (sete eccessiva, urinazione abbondante, diabete), disturbi neurologici (alterazione della memoria e dell’attenzione, tremori alle mani, debolezza muscolare), disturbi al cuore (aritmie), problemi cutanei (eruzioni, alterazioni del pigmento, psoriasi), disturbi gastroenterici (nausea, diarrea, coliche addominali), ipertiroidismo, epilessia, edema degli arti inferiori, leucocitosi, etc;
  • rame: può provocare irritazione oculare (rossore, tumefazione), irritazione cutanea (rossore, prurito, bruciore, tumefazione), problemi respiratori, problemi gastroenterici (nausea, diarrea e/o dolore addominale).

Molte reazioni si presentano quando le persone tatuate si sottopongono a RM, Risonanza Magnetica, in quanto sembra che i campi magnetici utilizzati per l’indagine diagnostica surriscaldino l’inchiostro (metallico) presente sotto pelle.

La pelle del corpo, impregnata e imbevuta di metalli, sta diventando sempre più conduttiva al calore e alle onde elettromagnetiche. Se pensiamo che siamo costantemente immersi 24 ore su 24 in campi elettromagnetici (radio-telefonia, televisione, wifi, ecc.), il rischio di problematiche cresce enormemente…

Il mistero dei cadaveri intatti

Potrà sembrare fuori luogo, ma il problema dei cadaveri che non si decompongono è diventato una realtà.

In Germania, una quarantina di cimiteri non accettano più nuove sepolture in quanto sono colmi di cadaveri che non si decompongono. Un fenomeno che sta inquietando gli scienziati. Una volta, dopo circa 8-10 anni i luoghi di sepoltura potevano essere riutilizzati, oggi non è più così. Come mai?

Ad Amburgo hanno organizzato un congresso per dibattere le cause e cercare una soluzione al problema.

Secondo le ipotesi: regimi alimentari ricchi di sostanze conservanti, pesticidi che distruggerebbero i batteri necessari alla decomposizione e ovviamente gli immancabili metalli pesanti (presenti nelle amalgame dentarie, in moltissimi farmaci, vaccini, coloranti, creme, ecc.). I cadaveri in pratica, è come se venissero cristallizzati (metallizzati) da tali sostanze chimiche.

«I corpi sepolti trent’anni fa sembrano stati sepolti la settimana scorsa – afferma Walter Müller, imprenditore di pompe funebri a Berlino – E’ come se i corpi fossero stati trattati con prodotti conservanti».

L’analisi del suolo mostra infatti un aumento della concentrazione di azoto – gas liberato dai cadaveri – e di metalli pesanti.

Se aggiungiamo pure l’aumento esponenziale di metalli contenuti nei pigmenti dei tatuaggi, cosa accadrà in futuro?

Dal punto di vista spirituale?

Il corpo fisico è sempre più pregno di pigmenti chimici, metalli pesanti, allergeni vari, sostanze che possono (e lo fanno) scatenare manifestazioni patologiche.

Ma dal punto di vista spirituale? Ci possono essere delle interferenze anche negli aspetti sottili?

La Scienza dello Spirito ad indirizzo antroposofico ci da alcune interessanti spiegazioni.

Uno dei problemi principali sono i metalli pesanti.

Innanzitutto questi metalli, contenuti nella pelle (della madre e/o del padre) possono interferire direttamente sulla salute dell’embrione già dal momento stesso del concepimento e continuare ad essere assorbiti dalla pelle della madre durante la gravidanza. Aumentando di fatto il rischio di compromissione dello sviluppo neurocognitivo normale della creatura in grembo. I metalli infatti sono tutti neurotossici.

La dimostrazione che i pigmenti non se ne stanno fermi nella pelle si chiama “pigmentazione dei linfonodi” ad opera dell’inchiostro. Piccole particelle di colore vengono fagocitate da cellule del sistema immunitario che le portano nei linfonodi. Qui si depositano dando particolari colorazioni all’organo. Questo è un problema serio, perché potrebbe confondere il chirurgo, soprattutto se deve prelevare un linfonodo sentinella per la stadiazione (gravità) di un tumore. In simili circostanze infatti, un linfonodo sano ma colorato può essere scambiato per “malato”!

Dal punto di vista animico i tatuaggi agiscono direttamente anche sul corpo astrale – cioè sull’aspetto psichico o animico – creando modificazioni nella personalità!

Quindi i metalli induriscono il corpo fisico, ma intervengono anche nella componente dell’uomo, chiamata “corpo eterico” (forze vitali), e così facendo il fisico diventa sempre più inadatto ad ospitare correttamente l’Organizzazione dell’Io, cioè l’autocoscienza, rischiando una eccessiva animalità…

In definitiva il corpo dell’uomo diventa sempre meno adatto ad esprimere la sua qualità spirituale.

Quando i metalli penetrano nell’organismo (farmaci, alimenti, vaccini, tatuaggi, ecc.), le forze dell’Io intervengono – tramite il Calore – per “sciogliere” e “umanizzare” tali sostanze, e questo continuo lavoro rappresenta un dispendio energetico enorme.

Queste sostanze non spariscono del tutto ovviamente, ma rimangono come depositi (corpi e organi grassi come cervello, fegato, guaine mieliniche, ecc.) conducendo verso l’indurimento (sclerosi).

Portato all’estremo: un corpo ricoperto di tatuaggi potrebbe non essere correttamente riconosciuto dalle sue componenti spirituali. Questo lo vediamo nelle malattie autoimmuni (in costante aumento), che derivano da un conflitto tra l’interiorità e il corpo fisico: non c’è più sintonia e armonia, sempre più estraniamento del corpo fisico dal mondo animico-spirituale.
Uno scollamento molto pericoloso.

La conclusione è scontata: meno tatuaggi se ne fanno e meglio è.

Se proprio una persona sente la necessità di modificare il proprio corpo tenga in considerazione alcuni semplici consigli:

  • Coprire una piccola area superficiale della pelle lontana da organi vitali o sensibili all’inquinamento come tiroide, linfonodi, utero e ovaie.
  • Tatuare una zona non esposta alle radiazioni solari dirette, per evitare i problemi di reazioni visti prima.
  • Se si desidera un figlio, attendere almeno la fine dello svezzamento per farsi tatuare.
  • Usare meno colori possibili, per ridurre la quantità di pigmenti e metalli pesanti, quindi tossine.
  • Optare per professionisti che utilizzino colori certificati naturali e possibilmente che non siano stati testati su animali (vegan-friendly).

Dopo quanto detto: buon tatuaggio a tutti!

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