Tutti gli articoli di Furio Stella

Informazioni su Furio Stella

Giornalista, nato nel 1957 a Trieste, morto il 14 ottobre 2014. Ha lavorato a “Il Mattino di Padova”, di cui è stato vicecaposervizio del settore Sport, dal 1978 al 2013. Inviato del gruppo l’Espresso ai Mondiali di calcio 1990, ha collaborato con la Rai, “La “Stampa” e “Il Giorno”. Ha lavorato anche a “Il Centro di Pescara” e a “L’Alto Adige di Bolzano”. Nel 1995 ha fondato l’edizione italiana di “Nexus” di cui è stato direttore fino al 2004. Dal 2008 si occupa di “Effervescienza”, l’inserto scientifico del mensile “Biolcalenda”. Ha pubblicato la raccolta di racconti La casa dei molini a vento (Edizioni Andromeda, 2008) e il romanzo Il cameriere di Rocco (Edizioni La Torre ,2012). Ha scritto in collaborazione anche due libri sul calcio Padova, La vecchia signora di provincia (con Cellini e Trivellato, Edizioni Tipopadova 1980) e Calcio Padova 1910-2010, un sogno lungo un secolo (a cura di Toni Grossi, Il Mattino di Padova 2010).

Fluoro dall'atomica ai dentifrici

Fluoro dall’atomica ai dentifrici

Me ne sono già occupato in passato, ma l’argomento è così delicato e importante che è necessario proporlo ancora: mi riferisco al fluoro e ai suoi derivati.

Il fluoro è un alogeno esattamente come il cloro, ed è il più elettronegativo degli elementi: reagisce facilmente con la maggior parte di essi. Si tratta di un gas giallo verdastro estremamente tossico, corrosivo e dall’odore molto penetrante.

In natura si trova nei minerali quali fluorite, criolite, fluoroapatite e sotto forma di fluoruri, si trova nelle acque, negli organismi vegetali, nello scheletro e nei denti degli animali, uomo incluso.

La triste storia del fluoro è legata indissolubilmente a quella della bomba atomica e questo dovrebbe farci riflettere su quanto pericolosa è questa sostanza…

Continue reading

logos-stop-ttip

Copertina di settembre Stop TTIP

Il progetto copertina di settembre Stop TTIP nasce dal Coordinamento Zero OGM di Padova. L’idea è quella di coinvolegere quante più possibili riviste cartacee, digitali, siti web, newsletter e social chiedendo loro di pubblicare un banner in copertina ed un breve articolo all’interno per invitare i lettori ad andare a firmare la petizione contro il TTIP e partecipare alle manifestazioni che si terranno in tutta Europa e America dal 10 al 16 ottobre 2015.

Di seguito trovate l’articolo per esteso e i link alle pagine del progetto.

Cos’è il TTIP
Il TTIP è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico con l’intento dichiarato di abbattere dazi e barriere non tariffarie tra Europa e Stati Uniti per la gran parte dei settori economici, rendendo il commercio più fluido tra le due sponde dell’oceano.
Un trattato molto delicato, negoziato in segreto tra Commissione UE e Governo USA fino alla fine del 2014 quando la società civile ha richiesto sempre più trasparenza, che vuole costruire un mercato unico tra Europa e Stati Uniti le cui regole, caratteristiche e priorità attualmente determinate dai nostri Governi e sistemi democratici, verranno fortemente condizionate da organismi tecnici sovranazionali a partire dalle esigenze dei grandi gruppi transnazionali.
Continue reading

Ciao Furio

Domenica notte , all’ospedale di Monselice (PD), Furio Stella ha deciso di varcare la soglia prima di tutti noi. Un amico, un grande uomo e intrepido Giornalista (35 anni di calcio e non solo…).

Un vero e proprio libero pensatore.

Fondatore dell’edizione italiana di Nexus, e ideatore, assieme allo scrivente, di EfferveScienza, l’inserto mensile della rivista Biolcalenda.

Lo ha sempre fatto in vita e non poteva certo smentirsi all’ultimo momento. Furio infatti ha sempre primeggiato: per lui c’era solo il podio oppure niente!

Anche in questo caso ha voluto tastare il terreno dell’aldilà per primo, e questo solamente per avere l’esclusiva e vantarsi nei confronti di noi poveri umani rimasti ancora quaggiù legati al mondo materiale. Continue reading

Cemento

Case e capannoni, in nessuna regione d’Italia si è costruito come nel Veneto. Il risultato? La distruzione del territorio e delle sue bellezze storiche e artistiche. Nostra intervista a Gian Antonio Stella: «Ecco dove abbiamo sbagliato»

E va bene: qui non c’è la Terra dei Fuochi, né lo scempio architettonico di Pompei. Ma se pensate che il Veneto possa chiamarsi fuori dalla distruzione del territorio e delle sue innumerevoli bellezze storiche e artistiche – centri storici, case, ville, palazzi, eccetera – rischiate di prendere solo un grosso abbaglio. Non solo perché in nessuna altra regione d’Italia l’urbanizzazione, o meglio le colate di cemento, si sono abbattute negli ultimi cinquant’anni in quantità così elevate; ma anche perché il dissesto continua a tutt’oggi, alla faccia del fatto che il Veneto, conti alla mano, sia anche la prima regione italiana in fatto di turismo. «Alla fine non è che i veneti possono pensare che le brutture, l’abbandono, il degrado, siano solo da altre parti», scuote la testa Gian Antonio Stella, il giornalista che ha appiccicato indelebilmente sulla classe politica italiana l’etichetta di “casta”  (il suo libro del 2007, “La casta” appunto, è il saggio più venduto di sempre: quasi un milione e mezzo di copie), mettendone a nudo vizi, privilegi e malaffari.

Continue reading

C’è la crisi, inquiniamo di meno

In Italia e in Europa si riducono le emissioni di CO2, ma nel mondo aprile è stato un mese record: quasi 400 parti per milione. Per Nature sono addirittura a rischio i nutrienti di cereali e legumi: un’altra finestra aperta per gli OGM?

La storia della CO2, la temibile anidride carbonica (o biossido di carbonio) responsabile dell’effetto serra, si arricchisce non di una, bensì di tre notizie. La prima è una notizia in positivo, nel senso che in Italia, e pure in buona parte d’Europa, la crisi economica ha prodotto, s’intende al netto dei disastri sociali e del crollo dell’occupazione, anche un drastico calo delle emissioni. Quello che già a naso si poteva intuire, e cioè gli effetti sull’ambiente della ridotta produzione industriale e dunque anche dei ridotti  consumi energetici (è dal 2008 in verità che consumiamo meno petrolio), è stato difatti calcolato dal punto di vista scientifico dall’Ispra, l’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale, secondo cui nel nostro paese le emissioni in atmosfera di CO2 sono diminuite del 5,4% in un solo anno dal 2011 al 2012, dunque mica poco. E, rispetto al 1990, l’anno di riferimento per il protocollo di Kyoto, la diminuzione è stata addirittura dell’11,4%.

Continue reading

Feste senza festeggiati

Ieri un 25 Aprile senza liberazione, oggi un 1° Maggio senza lavoro: due buone occasioni sì, ma solo per prendere coscienza di come ci siamo ridotti

E cosa vuoi dire, di nuovo e di clamoroso, in un 1° Maggio in cui si celebra il lavoro che non c’è? Niente, se non pensare che in una settimana abbiamo fatto due feste senza il festeggiato. Sui palchi del 25 Aprile è salito di tutto meno che l’idea stessa della Liberazione, e non parliamo ovviamente di quella storica del 1945 bensì dei liberatori di allora: mille grazie ai signori d’America, ma se dopo quasi settant’anni non se ne sono ancora andati, hanno le loro basi (e ne fanno pure di nuove!), ci ordinano dove e quando andare a bombardare, e dettano dalla A alla Z la nostra agenda di politica estera, be’, forse qualche problemino c’è e prima o poi bisognerebbe risolverlo. Senza clamorose rotture, eh?, ma così: parliamone almeno.

Continue reading

Incongruenze

Misteri dello sviluppo: in Veneto aumenta il fatturato dell’agricoltura biologica ma diminuiscono le aziende. Mentre nell’industria cala il lavoro ma aumentano i capannoni ! 

Ogni tanto è bello dare un po’ i numeri. Specialmente se, tra i tanti che riguardano il Veneto, ce ne sono due che, per quanto ci si ragioni su, proprio non si riesce a comprenderli. Il primo riguarda le aziende agricole biologiche, e dice che nel 2013, a fronte di un aumento del volume d’affari, il loro numero (anziché aumentare: come sarebbe logico aspettarsi) si è ridotto. L’altro riguarda invece le concessioni edilizie per l’industria e l’artigianato – i capannoni praticamente – rilasciate nel periodo 2001-2009, e certifica che, a fronte di una cementificazione che supera i 111 milioni di metri cubi, l’occupazione industriale si è ridotta del 6,4% e, con essa, anche la ricchezza prodotta (-14%).

Continue reading

Aviaria e altre storie

Esperti a libro paga per creare il business dei farmaci. Rischio Ogm se l’Europa non rivede i trattati. Ex ministro francese contro il libero scambio. La morale è la stessa: siamo uno Stato senza sovranità

Bei tempi, quando lo Stato era sovrano. Leggi, regolamenti, moneta, tutto era deciso dai rappresentanti della nazione, e dunque dal popolo stesso. E adesso? Al contrario: decidono tutto da un’altra parte: Bruxelles, Washington, o una delle tante cattedrali delle organizzazioni mondiali dove pullulano i lobbisti di ogni genere e grado. Succede così per la maggior parte delle nostre leggi e dei nostri regolamenti; per le linee guida in fatto di salute, agricoltura, economia, eccetera; persino per l’euro che paghiamo profumatamente (e a condizioni loro) solo perché ce lo diano in prestito. Impossibile non accorgersene, a meno che non si sia orbi o non si abbia pure noi le mani in pasta. Da questo punto di vista il mese di aprile ha già prodotto tre ulteriori e illuminanti esempi, che non arrivano dai soliti canali disinformativi, bensì da quelli ufficiali che più ufficiali non si può: dunque eccoci qua a spiattellarveli. 

Continue reading

Quando il calcio era proibito

Con un decreto del 13 aprile 1314 il re d’Inghilterra Edoardo II vieta il gioco a Londra. Ecco come dopo 700 anni esatti il football, da problema di ordine pubblico, si è trasformato in un formidabile strumento di business e di controllo delle masse       

Non doveva essere tanto di buonumore, re Edoardo II d’Inghilterra, quella mattina del 1314 che gli vennero a riferire dell’ennesima rissa scoppiata in città nel fine settimana. Vicino alla vecchia cattedrale di Saint Paul, dicevano. Sempre per colpa del pallone. «Questi spregevoli giocatori di calcio mi hanno rotto le scatole, ora li metto a posto io!», disse sua maestà tirando un pugno sul tavolo, e anticipando con il suo “spregevoli giocatori” il famoso epiteto offensivo che William Shakepeare avrebbe messo in bocca quasi trecento anni più tardi a un personaggio del suo “Re Lear” intento a insultarne un altro («You base football player…»). Detto e fatto. La mattina del 13 aprile la decisione del re, sotto forma di decreto emesso dall’allora sindaco di Londra, sir Nicholas de Farndone, era già affissa su tutti i muri della City. «Essendo provato – diceva il decreto del Lord Major, scritto nel francese usato all’epoca dalle classi colte –  che si fa un gran  clamore per le strade cittadine a seguito di certi tumulti provocati dall’inseguire un grosso pallone (“grosses pelotes de pee” nel testo originale) e che da ciò possono derivare molti mali, che Iddio non voglia, noi comandiamo e proibiamo, in nome del Re Edoardo II e sotto la pena del carcere, che tale gioco sia d’ora innanzi praticato in città».

Continue reading

L’informazione ai tempi dell’autismo

Celebrata la Giornata mondiale, l’assillo è uno solo: «I vaccini non c’entrano». Intanto la malattia aumenta: in Italia colpiti 600 mila bambini. Genitori, studi scientifici, leggi dello Stato e sentenze di tribunali accusano, con loro c’è persino il Nobel Montaigner

Tra le tante iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale dell’autismo, celebrata il 2 aprile scorso, è mancata l’iniziativa più importante di tutte: l’informazione. Perché davanti a una malattia che possiede ormai una forza epidemica, e che negli ultimi trent’anni è aumentata in maniera esponenziale su tutto il pianeta (nel 1980 colpiva un bambino su 2000, adesso siamo nell’ordine di uno su 100-150, e negli USA addirittura uno su 50-80), uno vorrebbe sapere prima di tutto il  perché. Continue reading