Effervescienza maggio 2017 - Fake news

Fake News – La censura perfetta!

Da almeno 15 anni la mannaia della censura viene ogni tanto tirata fuori dai vari governi e fatta oscillare nell’aria. Il tutto senza apparenti risultati.

Oggi purtroppo la sensazione è che le cose stiano cambiando e accelerando.

Poche settimane fà una proposta in Senato farebbe concretizzare il più grande timore per i diritti e le libertà: il Grande Fratello di stampo orwelliano.

Prima però è bene sapere che la Commissione Europea – lo strumento nelle mani dei potentati economici internazionali – è stato il primo organismo a incitare alla “lotta contro le fake news”, cioè contro le notizie false.

Il tutto è iniziato con la guerra contro l’incitamento all’odio su internet sfociata successivamente nel maggio 2016 in un codice di condotta concordato fra la Commissione e le grandi società mediatiche tipo Youtube e Twitter. Questo era solo l’inizio…

Il passaggio nel web dall’odio alle fake news è stato molto veloce.

Per le cosiddette notizie false l’establishment è alquanto preoccupato, e non a caso, visto che ha attribuito alle fake tre fatti estremamente sgraditi: la Brexit, cioè l’uscita dell’Inghilterra dall’euro, la vittoria del no alla modifica costituzionale in Italia e l’inaspettata quanto folle vittoria di Donald Trump negli States.

Secondo il Sistema almeno in questi tre casi i canali di informazione alternativi sul web avrebbero giocato un ruolo decisivo (sorvoliamo sul magistrale lavoretto fatto dagli hacker russi che hanno impedito brogli e manipolazioni dei voti alle presidenziali statunitensi – cosa questa normalissima e frequente – permettendo così la vittoria di Trump)…

Ricordiamo che tutti i media proni al regime scrivevano all’unisono e a caratteri cubitali che se la Gran Bretagna fosse uscita dall’euro sarebbe precipitata nel baratro economico, flagellata da cavallette e locuste; qui in Italia se avesse vinto il NO al Referendum sulla modifica costituzionale saremmo tornati in pieno medioevo, mentre negli Stati Uniti tutti avevano già pronti gli articoli di acclamazione per la vittoria scontatissima di Hillary Clinton.

Ma le cose sono andate molto diversamente e soprattutto inaspettatamente.

Ecco la corsa ai ripari…

Per imbrigliare le piattaforme elettroniche che hanno sempre più lettori, la Commissione Europea ha minacciato di mega multe Facebook (con il suo WhatsApp) e Google su cui pendono almeno tre accuse legate all’antitrust. Tali colossi hanno tutto l’interesse a rimanere in buoni rapporti con la Commissione (e magari evitare le multe) e proprio per questo vengono tenuti appesi per i gioielli. La risposta è stata il codice di auto condotta che possiamo chiamare decisamente censura.

Il meccanismo è stato descritto brillantemente da Dario Tamburro1

– Negare i proventi pubblicitari ai siti che ingannano gli utenti in vario modo, ad esempio a proposito della propria natura (Byoblu docet: il sito è accusato di occuparsi di fatti di attualità senza essere una testata giornalistica).

– Etichettare come “verificate” le notizie che hanno superato la “scrematura” effettuata utilizzando sia un algoritmo sia il fatto che sono state pubblicate da siti che “seguono i criteri comunemente accettati per la verifica dei fatti” (Google).

– Indicare come “controverse” le notizie giudicate false da un team di esperti legati ai media mainstream e dare loro meno visibilità (Facebook).

– Modellare la gerarchia e il flusso dei contenuti visti da ciascun utente attraverso un algoritmo che tiene anche conto dell’autenticità, determinata attraverso le reazioni degli altri utenti e la pagina da cui proviene ciascun contenuto (Facebook).

Così facendo praticamente tutti i blog e/o siti che espongono i fatti in una prospettiva diversa rispetto al vangelo canonico espresso dai media mainstream sono potenzialmente a rischio.

Per tanto se si esce dalle linee guida ufficiali è un fake e il sito deve essere chiuso.

E’ la censura perfetta perché formalmente nessuno l’ha istituita e perché nessuno viene cancellato o chiuso dal web: i siti con contenuti sgraditi diventano sempre meno visibili (Google ti oscura nelle ricerche), oppure diventano sempre più onerosi da mantenere per i proprietari, che non possono più contare sui proventi della pubblicità.

Questo è quanto richiesto dall’Europa, mentre in Italia cosa sta succedendo?

Se l’aria che si respira in Europa è tossica nel nostro paese ricorda l’olezzo sulfureo della santa inquisizione e la legge presentata il 7 febbraio 2017 ne è la prova.

I camerieri dei banchieri l’hanno definita “una proposta bipartisan” perché tra i firmatari ci sono Pd, Forza Italia, Lega e altri, compresi alcuni fuoriusciti del M5S.2

E’ stata ufficialmente presentata dalla senatrice di Ala-Scelta civica Adele Gambaro, una delle prime fuoriuscite dal Movimento Cinque Stelle.

Nell’articolo 1 si vieta la pubblicazione “attraverso piattaforme informatiche” di “notizie false, esagerate o tendenziose”.
Il rischio è un’ammenda fino a 5000 euro e non solo…

Cosa intendano lor signori con notizia esagerata o tendenziosa è un mistero.

E’ bene chiederselo perché la legge a tal proposito è sempre stata molto chiara: l’articolo 656 del codice penale infatti punisce le “notizie false, esagerate e tendenziose” ma quando sono “atte a turbare l’ordine pubblico”.
Che fine ha fatto questa specifica importante?

Togliendo il turbamento dell’ordine pubblico chiunque potrà decidere che una notizia è esagerata o tendenziosa.

L’articolo 2 che istituisce il 265 bis del codice penale parla di reclusione non inferiore a un anno e ammenda fino a 5 mila euro per notizie ancora una volta “false, esagerate e tendenziose” che “possono destare pubblico allarme o che svolgano comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell’opinione pubblica anche attraverso campagne con l’utilizzo di piattaforme online”.

Il vecchio articolo 265 recita le medesime cose ad eccezione del “fuorviare l’opinione pubblica”.

Cosa significa “fuorviare l’opinione pubblica”? E chi potrà giudicarlo?

L’articolo 3 prevede che gli amministratori di qualsiasi piattaforma (sito o blog) devono comunicare al tribunale le proprie informazioni, esattamente come le testate giornalistiche.

Per cui gli amministratori delle piattaforme web (tipo i provider) dovranno “monitorare i contenuti pubblicati con riguardo verso quelli i quali gli utenti manifestano attenzione diffusa” (art. 7). Nello stesso articolo, se gli amministratori “rintracciano un contenuto e ne stabiliscono la non attendibilità sono tenuti alla rimozione dello stesso dalla piattaforma”.

Risultato di questa legge degna del peggiore Stato totalitario, se un blog o un sito danno fastidio e questi sono seguiti e letti da tante persone (ecco la discriminante) saranno censurati. Punto.

Hanno il massimo terrore di quei siti molto visitati quindi in grado di svegliare moltissime coscienze. La paginetta Facebook letta da 50 persone non creerà nessun turbamento all’ordine stabilito e al sonno dei signori dietro le quinte.

Tutto questo non vale ovviamente per la stampa ufficiale, perché all’articolo 1, comma 3 viene specificato che tale legge “non si applica ai soggetti e ai prodotti di cui alla legge 8 febbraio 1948, n. 47”. Per tale legge del 48: “sono considerate stampe o stampati tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici”.

I giornali mainstream potranno veicolare disinformazione, mezze verità o fake, senza rischiare nulla. Per tutti gli altri invece ci sono multe e carcere.

Addio alla democrazia, alla libertà e alla pluralità di informazione ed espressione.

Potranno continuare indisturbati a scrivere fake come quelle sull’11 settembre 2001, dove nel cielo del paese più protetto e sorvegliato dell’intero pianeta un gruppo di talebani hanno potuto scorrazzare liberamente alla guida di Boeing dirottati, andando poi ad abbattere le Torri Gemelle e un lato del Pentagono, ecc. Potranno continuare a fare terrorismo mediatico usando pandemie come la sars, aviaria, suina, meningite e morbillo. Pandemie del tutto inventate ma accettate dal Sistema perché funzionali.

Se invece qualcuno fuori dal coro afferma che l’11 settembre è stato un auto-attentato per innescare la Terza Guerra mondiale contro il terrore; che la chemioterapia forse uccide più del cancro e i vaccini presentano gravi effetti collaterali, si prospettano multe e carcere, perché queste sono fake news! Lo dice il Big Brother.

Il timbro e il sigillo di “notizia vera” ce l’hanno solo loro: la chemio è la cura d’elezione per il cancro e i vaccini proteggono e prevengono le malattie.

Neppure George Orwell nel suo fantaromanzo 1984 ha avuto così tanta fantasia e perversione…

Imprimetevi nella memoria i nomi dei firmatari, dei partiti che hanno presentato questa vergognosa, illiberale e liberticida legge, perché se dovesse passare al Senato, verranno offuscati e oscurati la maggior parte dei siti e dei blog. Sarà la fine di ogni libertà, e il pensiero critico sarà de facto cancellato, lasciando il posto al pensiero unico e uniformato.

Coloro che oseranno mettere in discussione il Verbo santissimo, saranno oscurati e poi arrestati.

Questa è la materializzazione definitiva del Nuovo Ordine Mondiale!

2“Le fake news sono una scusa: arriva la legge liberticida”, Virginia Della Sala, Il Fatto quotidiano, 16 febbraio 2017

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