Archivi categoria: Alimentazione

Fagioli bollenti

Vi ricordate i borlotti “made in Cina”? Le aziende bio replicano: «Prodotti controllati, lo facciamo per farvi risparmiare». Ma sui costi reali e sugli effetti negativi per la nostra agricoltura non spendono una parola

 Avete presente l’articolo sui fagioli borlotti “made in Cina”, quelli fotografati (da noi) sugli scaffali di un supermarket di prodotti biologici? Be’, qualche coscienza deve averla smossa se due fra le aziende che li commercializzano – e sono due big del biologico come la Ecor e il Baule Volante – si sono precipitate a chiarire i legittimi dubbi dei loro affezionati clienti, evidentemente messi sul “chi va là” dall’articolo in questione.

Continue reading

I mutanti sono già fra noi

Storia segreta del Creso, il grano creato negli anni 70 ai raggi X. Come una modificazione genetica può provocare un’epidemia di intolleranze. In Italia 400 mila malati di celiachia (e solo uno su sette lo sa).

Ma voi, lo mangereste un alimento modificato geneticamente ai raggi X? No di sicuro, ci direte. Eppure ci sono discrete possibilità che l’abbiate appena fatto. Magari oggi stesso, all’ora di pranzo. Stiamo parlando di una varietà di grano duro, il Creso, creata in laboratorio a metà degli anni 70 da un incrocio fra un frumento messicano e uno irradiato del nostro “Senatore Cappelli”.

Continue reading

Non mangiamo più pane (e facciamo bene!)

In cinque anni consumi dimezzati. D’accordo la crisi e gli stili di vita dettati dalla globalizzazione, ma la colpa è anche della qualità. Nelle foto dei cristalli lo si capisce bene.

L'immagine del cristallo di un frumento antico: forme geometriche complesse
L’immagine del cristallo di un frumento antico: forme geometriche complesse

Vi ricordate le foto dei cristalli d’acqua di Masaru Emoto? Non sono proprio la stessa cosa, però un po’ ci assomigliano. Stiamo parlando delle immagini dei cristalli di grano, quelle di cui abbiamo già parlato nell’articolo di ottobre sugli “antichi cereali”. Oggi ve le facciamo anche vedere, e sapete perché? Per colpa della notizia, data in più salse, che gli italiani non mangiano più pane. Lo dice la Coldiretti, secondo cui di pagnotte, rosette e mantovanine ne mangiamo quanto ne mangiavano i nostri bisnonni nel 1861, cioè l’anno dell’unità d’Italia!

Continue reading

Segni della fine: fagioli borlotti made in Cina

Ecco cos’abbiamo trovato in un supermercato “bio”. Costano di meno, conviene importarli: così rinunciamo a un altro pezzo della nostra sovranità alimentare
Borlotti b
Guardate bene questa etichetta, stampata su una confezione di fagioli borlotti secchi acquistati in un supermercato rigorosamente “bio” di Padova : non ci notate niente di strano? Noi sì. In basso, difatti, sta scritto chiaramente che l’origine di quei fagioli – borlotti, non azuki e neanche messicani – è la Cina. Dunque sono stati seminati, coltivati, raccolti e trasportati in Italia da migliaia di chilometri più a Oriente. E non è neanche un caso isolato visto che dieci centimetri più in là, sullo stesso scaffale, un’altra etichetta di un’altra confezione di borlotti (la vedete nella foto più sotto), riporta la dicitura “agricoltura non UE”. Il che può significare America, da dove arriva buona parte del nostro import di legumi, o Asia e appunto la stessa Repubblica Popolare Cinese.

Continue reading

Non riusciamo neanche più a cagare!

Nel 2013 boom di integratori: gastro-intestinali e probiotici da record. Gli USA s’inventano altri due vaccini antinfluenzali e mangiano sempre peggio: in 10 milioni intossicati dalle verdure del frigo!

C’è la crisi e gli italiani non la digeriscono. Digerire nel senso letterale del termine. Lo dice il boom degli integratori alimentari, il cui consumo è aumentato del 4,3% nell’ultimo anno, con quasi 158 milioni di confezioni vendute, e in particolare quello dei rimedi per l’apparato gastro-intestinale che rappresentano il 27% del totale: in pratica più di un integratore su quattro! E mica è finita: tra i dati sulla integrator-manìa degli italiani, diffusi a un convegno organizzato a fine ottobre a Roma dalla multinazionale del farmaco IMS Health (che produce integratori: ma fino a smentita i numeri forniti ci sembrano attendibili), i più venduti in assoluto risultano essere i “probiotici”, cioè gli organismi vivi come fermenti lattici, lieviti & C. Sono addirittura il 57%, dunque più di uno su due. Non riusciamo più neanche a fare bene la cacca, questa è la verità.

Continue reading

Il lavoro uccide: due milioni di morti all’anno!

La Costituzione, Auschwitz, i Gulag sovietici: l’epica è sempre in funzione. Il genero di Marx l’aveva capito nel 1887: «Santificato da preti ed economisti». Contratti part time: in Olanda uno sue due, Italia fanalino di coda.

Bello di questi tempi avere un lavoro. Significa utilità sociale, espressione di sé, consapevolezza del proprio ruolo, soddisfazione e sicurezza economica, realizzazione anche. Ma non è sempre così. Anzi, il più delle volte non è affatto così, e c’è la cronaca a ricordarcelo dalle miniere del Sulcis agli altiforni dell’Ilva; ma anche nell’agricoltura stagionale del Sud, nei macelli comunali, nei cantieri edili, in catena di montaggio, nei call center, alle casse dei supermercati, insomma dove sono sempre di più i posti di lavoro che non si occupano per scelta (o per vocazione o per diritto allo studio) ma solo per necessità. E cioè perché per vivere serve uno stipendio.

Continue reading

Viva il kamut, abbasso il kamut!

L’Italia ne consuma il 50% del mercato mondiale, eppure il suo marchio registrato (negli USA) scatena le critiche. Tra leggende false e verità nascoste: costi alti, ma anche garanzie di qualità e un glutine «diverso».

Ma perché ce l’hanno tanto con il kamut? Non si sa. O anzi si sa, e si sa benissimo: è per colpa di quella «R» inscritta in un cerchio che sta alla fine del nome, kamut®, che significa che il suo è un marchio registrato. E difatti non sarà una novità per nessuno sapere che il kamut non è un cereale, men che meno un «nuovo» cereale, bensì il nome commerciale di un frumento dell’antichissima varietà khorassan (nome volgare del triticum turanicum) impiantato e coltivato negli USA e in Canada dalla multinazionale, o meglio bi-nazionale con sedi nel Montana e in Belgio, Kamut International Ltd. Da dove proviene il 99% della produzione mondiale.

Continue reading

Frumento: ne produciamo come nel 1931!

Otto milioni di tonnellate all’anno, Italia costretta a importarne altre sei. Le cause? Cementificazione del suolo e abbandono dell’agricoltura. Nazareno Strampelli, il mago che vinse la Battaglia del grano.

duce-battaglia-del-grano
OCCHIALI E PETTO NUDO. Benito Mussolini in versione mietitore: un’immagine propagandistica della “Battaglia del grano” (1926-31)

Otto milioni di tonnellate all’anno. O, se vi piace di più, ottanta milioni di quintali. Se cliccate alla voce «grano, produzione in Italia», troverete più o meno questa cifra. Che è – reggetevi forte – la stessa quantità di frumento che il nostro paese produceva nel 1931, alla fine della «Battaglia del grano», la campagna di incremento delle rese cerealicole lanciata cinque anni prima da Benito Mussolini. Possibile? Possibilissimo, visto che il nostro paese l’abbiamo cementificato (solo negli ultimi vent’anni l’Italia ha perso il 15% della terra coltivata*) e che l’agricoltura non sembra importare un fico secco a nessuno.
Continue reading

Celiachia e intolleranza al glutine: ecco cosa fare

Uno studio sull’Air Force Usa: dagli anni ‘50, celiachia aumentata di 4 volte! Intolleranze e sensibilità al glutine, così i test e i trattamenti da eseguire. E dalla Francia si apre uno spiraglio di speranza anche per i celiaci

Rieccoci qui a parlare nuovamente di celiachia e intolleranza al glutine. Per forza. I dati riportati nell’ultimo articolo sugli Antichi Cereali – in Europa un celiaco ogni 100 abitanti e in Italia tre milioni e mezzo di intolleranti (il 6% della popolazione) – la dicono già lunga sulla gravità e l’estensione del problema delle farine industriali, e più in generale del cibo «moderno» . Ma a ulteriore conferma il professor Giovanni Dinelli, intervistato da noi nell’articolo, ci ha segnalato uno studio pubblicato nel 2009 dalla rivista Gastroenterology («Undiagnostic Celiac Disease», disturbi celiaci non diagnosticati) sulla prevalenza dei disturbi celiaci oggi e nel passato. Continue reading

Antichi cereali

Mentre in Europa è celiaco un abitante su 100 e nel nostro paese gli intolleranti al glutine sono ormai tre milioni e mezzo, a Bologna si è concluso uno studio sperimentale su alcune varietà di grano anni 1930-40. Con risultati sorprendenti. 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano. A patto che il pane sia pane, cioè un prodotto sano e nutriente, e non il suo surrogato fatto di modernità agro-industriale. Altrimenti, alle lunghe, si rischia non solo di non fare un bene alla propria salute ma addirittura di danneggiarla. Lo dicono chiaramente i dati allarmanti sulla celiachia, salita in tutta Europa in poco più di vent’anni da una media di un abitante su 180 al rapporto attuale di uno su 100. Lo conferma anche il numero degli intolleranti al glutine che in Italia sono ormai tre milioni e mezzo (il 6% della popolazione). E lo certifica, dal punto di vista scientifico, una sempre più larga schiera di ricercatori, dal pioniere Luciano Pecchiai, il padre dell’Eubiotica oggi novantenne, all’oncologo Franco Berrino dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano («La farina doppio zero è il veleno della nostra epoca»), fino all’Università di Baltimora che nel 2011 ha creato apposta il termine «Gluten Sensitivity», sensibilità al glutine. Continue reading