Moriremo tutti. Per inquinamento

L’Oms: «Smog cancerogeno, in Italia più di 8.000 morti all’anno». L’Agenzia europea dell’Ambiente chiede nuove regole. E intanto nasce una raccolta di firme on line: «L’ecocidio diventi un crimine».

Toh, lo smog è cancerogeno. Ma chi l’avrebbe mai detto? Se n’è accorta persino l’OMS, l’Organizzazione mondiale della Sanità (o WHO, World Health Organization), che la scorsa settimana ha presentato i suoi ultimi dati sull’inquinamento. Che, riassunti in quattro punti, sonano così: 1) lo smog, dice l’OMS, cioè la miscela di gas e polveri più o meno sottili che ammorba le nostre città, è al pari dell’amianto una causa primaria di cancro; 2) lo smog ha provocato 3,2 milioni di morti nel mondo di cui 220 mila direttamente per cancro ai polmoni; 3) lo smog in Italia provoca più di 8.000 morti l’anno (erano 15.000 in tutta Europa a fine anni 90, al netto ovviamente di chi, parliamo di centinaia di migliaia di cittadini UE, magari non muore ma si ammala: problemi polmonari, respiratori, cardiocircolatori, asma in aumento soprattutto tra i bambini, allergie, etc.); 4) sempre in Italia il 20% delle cause di morte è legato all’ambiente.

Dati che fanno pendànt con quelli rilasciati all’inizio del mese dall’AEA, l’Agenzia europea dell’Ambiente, secondo cui il 90% degli europei che vive in città respira un livello troppo elevato di polveri ultrafini (fino al 96% dei cittadini Ue per le Pm 2,5) e di ozono (fino al 98%). E, sempre secondo cui, ma anche questo lo sanno ormai pure i muri, «l’Italia e in particolare la Pianura Padana è fra le aree maggiormente colpite».

FARE QUALCOSA. «L’Europa deve fare qualcosa», hanno tuonato da Ginevra quelli dell’OMS. Mentre il commissario AEA, Janez Potocnik, si è detto «pronto a rispondere» all’emergenza con l’arrivo di nuove regole entro l’anno. E pazienza, se invece di “nuove regole” bastava rispettare quelle che già c’erano. Come non hanno fatto per esempio per anni a Taranto, dove l’ILVA dava sì lavoro ai tarantini ma alzava anche le loro percentuali di tumori. O come non hanno fatto tutte le Procure in Italia dove ci sono magistrati che in fatto di salute ambientale, come dire?, ci sentono poco. Autorizzando così gli imprenditori del territorio a fregarsene anche loro: ma sì, tanto anche se inquino cosa può mai succedermi? O come succede in questo stato mafioso, in cui a pagare non è mai nessuno.

COMPLOTTI. Forse il vento sta cambiando? Se sì, come sospetta più di un libero pensatore, potrebbe essere anche per un motivo meno nobile che la pulizia dell’ambiente: un complotto (il solito: quello anglo-sionista-americano) contro l’Italia, con lo scopo di rubarci o farci chiudere le aziende portanti della nostra economia, come l’ILVA appunto, e dunque mandarci sul lastrico come già stan cercando di fare gli amici di Bruxelles. O forse perché, dando appunto a Bruxelles anche la possibilità di sanzionare chi inquina nella UE, dunque trasferendo a lor signori un’altra fetta di sovranità nazionale, gli si dà in pratica il potere di intervenire dovunque e comunque, e di decidere di conseguenza quali aziende potranno continuare a produrre (le multinazionali dei soliti noti, immaginiamo) e quali no.

ECOCIDIO. Comunque la pensiate, il fatto che sull’ambiente si cominci ad alzare l’asticella non ci spiace per niente. Ma neanche un po’. Se, come commentava il bravo procuratore Raffaele Guariniello a proposito di Taranto, siamo arrivati al punto in cui i lavoratori antepongono la sicurezza del posto di lavoro alla loro stessa salute o a quella dei loro figli, vuol dire che questo paese è molto, ma molto malato. Sorvolando ovviamente su tutti quegli amministratori, funzionari pubblici (e anche giornalisti: così dicono i magistrati di Taranto) che nel chiudere un occhio sui danni ambientali ne hanno ricavato ricchi integrativi del loro stipendio. Dunque salutiamo con soddisfazione, segnalandola al lettore, l’iniziativa dei Cittadini Europei di raccogliere un milione di firme on line in tutta Europa per far sì che Bruxelles sia costretta a prendere in esame una legge che renda la distruzione dell’ambiente (o ecocidio: il sito per votare e firmare si trova all’indirizzo www.endecocide.eu, la coordinatrice per l’Italia si chiama Lucia Beltrame) un crimine a tutti gli effetti. Finora le firme raccolte sono poco più di 60 mila, ma i Cittadini non disperano. E noi, complotti o non complotti, con loro.
Furio Stella

Informazioni su Furio Stella

Giornalista, nato nel 1957 a Trieste, morto il 14 ottobre 2014. Ha lavorato a “Il Mattino di Padova”, di cui è stato vicecaposervizio del settore Sport, dal 1978 al 2013. Inviato del gruppo l’Espresso ai Mondiali di calcio 1990, ha collaborato con la Rai, “La “Stampa” e “Il Giorno”. Ha lavorato anche a “Il Centro di Pescara” e a “L’Alto Adige di Bolzano”. Nel 1995 ha fondato l’edizione italiana di “Nexus” di cui è stato direttore fino al 2004. Dal 2008 si occupa di “Effervescienza”, l’inserto scientifico del mensile “Biolcalenda”. Ha pubblicato la raccolta di racconti La casa dei molini a vento (Edizioni Andromeda, 2008) e il romanzo Il cameriere di Rocco (Edizioni La Torre ,2012). Ha scritto in collaborazione anche due libri sul calcio Padova, La vecchia signora di provincia (con Cellini e Trivellato, Edizioni Tipopadova 1980) e Calcio Padova 1910-2010, un sogno lungo un secolo (a cura di Toni Grossi, Il Mattino di Padova 2010).

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