Non lo capiscono proprio

Misteri dei (super)mercati: l’insalata belga non la fanno in Belgio ma in Olanda. E olandesi sono persino i nostri pomodori!

Insalata Belga

Pomodori olandesi

Sui banchi di frutta e verdura del supermercato ci sono due cartelli con i prezzi. Uno fa ridere e uno no. Quello che fa ridere è il cartello dell’insalata belga. E’ belga – direte voi – dunque la faranno in Belgio, no? E invece sorpresa: la fanno in Olanda! Ora che vi siete fatti la risata (in fondo Belgio o Olanda che differenza fa?), guardate invece il cartello che gli sta vicino. Anche questa è roba proveniente dai Paesi Bassi, solo che non indica i cavolini di Bruxelles e neanche i tulipani o il formaggio olandese, bensì i pomodori. Rossi, polposi e invitanti pomodori olandesi. Il frutto della terra che, assieme alle arance, più assomiglia anzi incarna le qualità del sole, non arriva dalle aziende agricole del nostro caldo Sud ma dalle serre che s’affacciano al Mare del Nord.
Roba da matti, direte voi, e invece non è il caso di meravigliarsi neanche un po’. Sono anni difatti che proprio dall’Olanda arrivano tutte le varietà di pomodori presenti sul mercato (tutte meno una, il San Marzano: evidentemente il clima dei “polder” non gli piace!). Così come è da un bel pezzo, anche se non tutti lo sanno, che pure gran parte del frumento tenero è di origine americana, le arance arrivano dalla Spagna, le mele e le pere fuori stagione da Cile e Argentina e, come abbiamo scritto di recente, persino i fagioli secchi ce li andiamo a comprare in Cina.
Il che conferma: l’agroalimentare italiano, uno dei fiori all’occhiello di questo paese, un settore che oltretutto potrebbe offrire opportunità di lavoro a un bel po’ di quel 42,4% di giovani disoccupati (dato Istat di due giorni fa), se ne sta andando pian piano a remengo. Almeno sappiamo per colpa di chi.

Informazioni su Furio Stella

Giornalista, nato nel 1957 a Trieste, morto il 14 ottobre 2014. Ha lavorato a “Il Mattino di Padova”, di cui è stato vicecaposervizio del settore Sport, dal 1978 al 2013. Inviato del gruppo l’Espresso ai Mondiali di calcio 1990, ha collaborato con la Rai, “La “Stampa” e “Il Giorno”. Ha lavorato anche a “Il Centro di Pescara” e a “L’Alto Adige di Bolzano”. Nel 1995 ha fondato l’edizione italiana di “Nexus” di cui è stato direttore fino al 2004. Dal 2008 si occupa di “Effervescienza”, l’inserto scientifico del mensile “Biolcalenda”. Ha pubblicato la raccolta di racconti La casa dei molini a vento (Edizioni Andromeda, 2008) e il romanzo Il cameriere di Rocco (Edizioni La Torre ,2012). Ha scritto in collaborazione anche due libri sul calcio Padova, La vecchia signora di provincia (con Cellini e Trivellato, Edizioni Tipopadova 1980) e Calcio Padova 1910-2010, un sogno lungo un secolo (a cura di Toni Grossi, Il Mattino di Padova 2010).

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