Efferv. I grandi personaggi

Etichetette e armi di distrazione di massa

Oggi avere uno stile di vita etico e salutistico sta diventando un serio problema.

Da una parte stiamo assistendo a vere e proprie capriole e tuffi carpiati da parte del Quinto Potere, cioè dei mezzi di comunicazione di massa (carta stampata, internet, radio e tivù) per far passare il pensiero unico, per far passare quello che il Sistema vuole che passi.

Il paradigma attuale ci vuole in una determinata e precisa maniera e non è possibile uscire dagli schemi preordinati e precostituiti.

D’altronde lo scopo della maggior parte dei media è quello di indottrinare le masse: distrarre i sudditi, deviandone l’attenzione dalle cose serie e conformandone il pensiero generale.

Da considerare poi l’invenzione di etichette sociali che allontanano sempre di più l’Uomo dalla sua vera Natura…

Ecco in estrema sintesi come avviene il controllo dell’informazione.

– Non vengono riportate le notizie serie

Questa si chiama censura e il recente caso Grecia ne è l’esempio perfetto. Cosa sta realmente accadendo in questo Paese, oltre a quello che ci raccontano? Quali sono state le vere cause politiche, sociali, economiche e finanziarie che hanno portato a un tale disastro? Nessuno ha avuto il coraggio di descrivere dettagliatamente le devastazioni imposte dai mostri sovranazionali come la BCE e il Fondo Monetario Internazionale, come pure le azioni delle banche per decenni.

Quello che ha spinto la Grecia, da culla della civiltà, dentro un baratro economico e sociale non si deve sapere, perché il diktat è quello europeista: l’Europa infatti non si tocca!

– Strategia della distrazione

Questo è uno dei cardini del controllo sociale. Quando non si vogliono dare notizie su temi e problemi importanti, l’attenzione viene distolta con la tecnica del diluvio o delle inondazioni di notizie. Effluvi di informazione spazzatura, becero gossip spacciato per notizie, continue distrazioni e notizie assolutamente insignificanti (vedi Facebook), ma ripetute all’infinito in maniera tale da diventare casi nazionali. Non a caso si definiscono “armi di distrazione di massa”, proprio perché devono distrarre il gregge…

– L’aspetto emotivo

Sfruttare le emozioni insite nell’essere umano è la classica tecnica per cortocircuitare l’analisi razionale e il senso critico degli individui. L’uso del registro emotivo permette di aprire una porta d’accesso all’inconscio per impiantare o inoculare idee, desideri, paure e timori o indurre comportamenti sociali specifici. E’ il caso del terrore e della paura indotti quotidianamente dai media. Paura, paura e ancora paura è la parola chiave, e non a caso in qualsiasi momento storico c’è sempre stato un nemico contro il quale combattere (e investire tanti soldi).

Cosa c’entra questa analisi con il discorso iniziale sullo stile di vita? Come detto i media hanno dei binari entro i quali far scivolare le loro “notizie”.

Oggi si assiste ad un vero e proprio accanimento, una vera e propria caccia alle streghe nei confronti di tutto quello che va fuori dal preordinato. Vengono ridicolizzati tutti quei rimedi complementari che aiutano le persone a guarire da patologie incurabili per la medicina ortodossa; vengono messi alla gogna mediatica (o peggio ancora radiati dall’ordine) quei medici che portano avanti in Scienza e Coscienza l’Ars Medica per il bene dei pazienti. Infine tutti gli stili di vita che aiutano le persone a guarire e a star lontano da ospedali e medici sono blasfemia invereconda.

Proprio su questo ultimo argomento i giornali hanno superato se stessi: la parola d’ordine è screditare il cosiddetto regime vegano.

Per capire come funziona, ecco un recente fatto di cronaca. Ai primi di luglio un bambino di 11 mesi è stato portato all’ospedale Meyer di Firenze per problemi di salute. I medici avrebbero riscontrato un “grave quadro clinico” dovuto ad una “seria carenza nutrizionale”.

Alla scoperta poi che i genitori erano “vegani”…apriti cielo! Processo sommario e accensione delle pire di legna.

Nei giornali si legge che «i genitori avrebbero di fatto imposto anche al bimbo uno stile, un regime alimentare che, pare di tutta evidenza, non si concilia con un corretto sviluppo, con la crescita, almeno fino a una certa età». Primo grave errore (voluto o per ignoranza?): non è assolutamente vero che un regime vegano ben fatto non si concilia con un corretto sviluppo e una sana crescita. Lo confermano l’intoccabile A.D.A. (American Dietetic Associations) e la Dietitians of Canada, le due associazioni di dietisti più grandi e ufficiali al mondo: coloro che decidono le linee guida sull’alimentazione globale.

Queste due istituzioni affermano che «Le diete vegetariane e vegane sono adeguate in OGNI stadio della vita umana, compresi gravidanza, allattamento, età infantile e adolescenza». Sottolineano anche come «i vegani sono più longevi e non soffrono di malattie degenerative».

Una stampa corretta quindi avrebbe dovuto investigare per capire come questi genitori “vegani” hanno realmente alimentato il loro figlio. La verità, si sa, è figlia del tempo e infatti è venuto alla luce che anche la madre aveva una grave carenza nutrizionale a causa di errori dovuti ad ignoranza in ambito alimentare!

Questa notizia permette di aprire una parentesi sulle “etichette”.

Termini come vegetariano, vegetaliano, fruttariano, liquidariano, vegano, ecc. sono – esattamente come qualsiasi altra etichetta – termini vuoti devianti che non dicono nulla, ma che vengono mirabilmente usati…

L’etimologia ci insegna che una volta per indicare un uomo attivo, vigoroso e sano si usava il latino vegetus, mentre per indicare una persona che non usava prodotti di origine animale si diceva Pitagorico, proprio in onore del grande maestro di Samo, che ha acceso la fiamma e ha illuminato il mondo di luce eterna fondando la prima confraternita vegana-igienista.

Recentemente gli anglosassoni (bravissimi nel manipolare non solo la lingua) hanno dato al termine vegetable un significato assai diverso: “che vive e cresce come una pianta”. Da qui il termine vegetariano utilizzato poi in tutto il mondo per descrivere le persone “che seguono una dieta priva di carni di qualsiasi animale”. Per ultimo nel 1944 e sempre dall’Impero britannico due membri della Vegetarian Society coniano il termine vegano per differenziare dai vegetariani che consumano latticini.

Con tutti questi passaggi e cambiamenti nel corso del tempo il vero significato del termine vegetus è andato perduto nel tempo, disperdendo con esso anche il vero messaggio, e cioè: un essere vivente attivo, vigoroso che attraverso un movimento sano del corpo (sport) e cibandosi di alimenti naturali si guadagna l’esistenza! Il vegetarianismo si basa quasi esclusivamente sull’astensione dal mangiare “il cadavere di un animale”, rifiutando (soprattutto nel caso dei vegani) ogni forma di sfruttamento animale. Questo comportamento dal punto di vista etico è ineccepibile e andrebbe valorizzato, ma dal punto di vista salutistico non basta.

Oggi sempre più persone, vuoi per moda o per tendenza, diventano vegane col classico fai-da-te. Non è raro allora vedere “vegani” con una bionda tra le labbra, non sapendo che il fumo è poco vegan friendly, dato che animali come i conigli, ma non solo, vengono sfruttati come cavie e costretti a tabaccare il fumo di sigaretta per tutta la loro magra esistenza. Oppure “vegani” che bevono i diserbanti in libera vendita nei supermercati (cole varie e bevande gassate), che ingurgitano quotidianamente patatine fritte, cereali raffinati e zuccheri bianchi…

Teoricamente questo, fumo a parte, non crea sofferenza animale, ma all’uomo sì: crea danni all’ambiente e al fisico predisponendolo a tutte le malattie. Il paradosso è che una volta malati si è costretti magari a prendere farmaci i quali sono TUTTI testati su milioni di poveri animali…

Essere vegani è una scelta importante che riguarda sia l’aspetto fisico e salutistico, ma anche quello etico e morale, quindi ha delle valenze anche spirituali, per questi motivi non può essere fatta su due piedi, ma bisogna informarsi molto attentamente, capirne la valenza e la portata e soprattutto comprendere dal punto di vista alimentare come non fare danni, cosa questa che spesso accade.

E allora i media gongolano, non attendono altro…

Una persona sana, attiva e vigorosa dovrebbe avere uno stile di vita che agisce modificando la quasi totalità dei comportamenti abituali. Una tale persona dovrebbe: ridurre al minimo la cottura dei cibi che li snatura e priva di importanti enzimi; privilegiare i cibi allo stato crudo e rigorosamente integrali, eliminando quelli raffinati (farina, pasta, zuccheri, ecc.); dovrebbe dimenticare alcolici e sostanze nervine; masticare lentamente e respirare profondamente.

Questa persona dovrebbe poi mangiare solo in presenza di vera fame utilizzando la dissociazione e rispettando le corrette combinazioni e sequenze, e infine dovrebbe coltivare pensieri, sentimenti e azioni di un certo tipo.

Va ricordato che l’essere umano non è solo ciò che mangia, ma molto di più. Una persona può avere uno stile di vita alimentare etico, ma commettere azioni riprovevoli e attrarre pensieri bassissimi.

L’essere umano nella sua globalità di essere spirituale non è solo quello che mangia, ma anche quello che pensa, quello che dice, le azioni che compie, le emozioni che attrae, ecc. Non è possibile quindi rinchiudere un essere spirituale dentro un termine privo di significato.

Fatta questa premessa è fuori da ogni discussione che una persona che si alimenta correttamente è molto più sana di una che mangia di tutto, ed è proprio questo che da fastidio alle case farmaceutiche: le persone sane sono pessimi clienti! Da qui l’equazione per medicina e media: vegano = denutrizione e pericolo. Hanno ragione è pericoloso per le loro casse!

Nel caso del bambino vegano (che oggi per fortuna sta molto meglio) i giornali hanno continuato con altre aberrazioni: «Scoprire che un piccolo rischia la fame per scelta ‘ideologica’ dei genitori, mentre nel mondo c’è qualche milione di bambini denutriti per “questioni contingenti”, sconcerta».

Ecco in pratica l’utilizzo dell’aspetto emotivo: si associa la triste condizione di milioni di bambini nel Sud del mondo, che realmente stanno morendo di fame e sete, con il bambino ricoverato al Meyer. Viene data la colpa alla scelta ideologica dei genitori, quando in realtà il bimbo ha rischiato la fame a causa certamente dell’ignoranza dei genitori, non della loro scelta di vita!

Come mai nessun giornalista ricorda per esempio che in Italia: il 24% dei bambini tra i 6 e i 10 anni è in SOVRAPPESO; il 12% dei bambini tra i 6 e i 10 anni è OBESO; il 41% dei bambini beve OGNI giorno bevande zuccherate e che l’aumento dell’obesità infantile segna un + 2,5% ogni 5 anni?

Nel mondo vi sono milioni di bambini denutriti (verità sacrosanta), ma nessuno sottolinea che in Italia almeno 1 bambino su 3 (cioè oltre 1 milione di bambini) sta rischiando la salute per eccesso di cibo. Stiamo parlando di 1 bambino vegano (con molti dubbi e perplessità sulla correttezza del regime adottato dai genitori) contro 1.000.000 di bambini onnivori il cui futuro è segnato.

Oggi si può affermare che la causa principale della maggior parte delle malattie moderne è la mancanza di principi nutrizionali da una parte e l’intossicazione e l’avvelenamento dell’organismo dall’altra. Almeno il 90% delle persone occidentali è in carenza nutrizionale causata dall’eccessiva quantità e pessima qualità del cibo; viceversa nel Sud del mondo gran parte della popolazione è in carenza nutrizionale dovuta ad una vera e propria carenza di cibo. Ecco il paradosso del III millennio.

Da noi l’eccessiva industrializzazione, pastorizzazione e cottura hanno totalmente depauperato il contenuto degli alimenti di tutte quelle sostanze fondamentali per la salute: acqua, vitamine, minerali, enzimi, fibre, antiossidanti, fito-ormoni e fito-nutrienti vari.

Si mangia molto di più del passato, ma ci si nutre molto di meno. Sono le cosiddette “calorie vuote”, che sbilanciando il quadro metabolico, iperacidificano il terreno e predispongono alle malattie moderne: diabete, cancro e patologie cardiovascolari.

Quindi se non vogliamo diventare carne da macello (il paragone è voluto!) per le industrie del farmaco, dimentichiamo le etichette e pensiamo seriamente a diventare attivi, vigorosi e sani, in una parola: vegetus!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *