Celiachia, soluzione OGM

Allo studio un frumento modificato per rendere inoffensive le proteine “tossiche”. Storture su storture, così ragiona l’allegro mondo del biotech

Se siete affetti da celiachia c’è una buona notizia: la scienza sta lavorando per voi. Come? Preparando il primo frumento senza glutine. O meglio, come dicono le teste di legno del biotech, un frumento modificato in cui le proteine ritenute tossiche per l’organismo verrebbero per così dire “spente” mediante una tecnica di ingegneria genetica – così garantisce la rivista scientifica “Proceedings of the National Academy of Sciences” che ha pubblicato lo studio – chiamata interferenza di RNA. Sì, avete capito bene: un bell’OGM e tutti contenti. A cominciare dal conto in banca della multinazionale sementifera che lo brevetterà, per finire appunto con i celiaci di tutto il mondo occidentale, praticamente l’1% della popolazione, che avranno così libero accesso (al riparo da qualunque “effetto collaterale”, si capisce) a pasta, pane e pizza a volontà.

Scusate, ma non si era detto che la celiachia, e con essa l’intolleranza al glutine che  solo in Italia affligge tre milioni e mezzo di persone, è cresciuta a livello esponenziale negli ultimi decenni proprio a causa dell’ingegnerizzazione del frumento e dunque delle farine di tipo industriale? E invece di proseguire imperterriti sulla strada delle modifiche genetiche non sarà il caso piuttosto di verificare per esempio quello che hanno annunciato gli “agricoltori-fornai” francesi, cioè di poter sconfiggere la celiachia (incurabile per il nostro ministero della Salute) attraverso una reintroduzione mirata di cereali di alta qualità lievitati rigorosamente con criscito o pasta madre? E chi se ne frega del frumento ingegnerizzato e degli agricoltori-fornai! E’ noto difatti che una delle caratteristiche peculiari degli OGM, o meglio di una certa scienza che li ha concepiti e li diffonde in giro per il pianeta, non è quello di correggere gli squilibri provocati dal “sistema” ma, al contrario, su quegli squilibri impiantarne degli altri. Storture su altre storture. Un po’ come se – scusate la semplificazione idiota, ma al momento non ci viene di meglio – qualcuno volesse aggiungere un paio di piani alla Torre Pendente di Pisa, e li progettasse storti dalla parte opposta invece di pensare piuttosto a raddrizzare prima la Torre. E se l’esempio vi fa sorridere, diteci: come credete che i signori del biotech abbiamo pensato di risolvere per esempio problemi come quello delle mucche colpite da mastite perché costrette a iperprodurre latte? Mica normalizzando la quantità di latte prodotto, si capisce, ma ragionando esattamente al contrario: modificando geneticamente le mammelle delle mucche in modo da renderle più resistenti all’iperproduzione. E la storia del grano “Roundup ready” prodotto dalla Monsanto (quella delle sementi “suicide” che si possono usare solo per un raccolto) ce lo siamo dimenticato? Siccome abbiamo già in casa un erbicida – hanno pensato i geni della Monsanto –  creiamo apposta un grano che gli resista, così possiamo usarne di più e venderlo insieme al grano stesso. Pacchetto completo in offerta speciale. Fantastico: due piccioni con una sola fava!

Che volete farci, quando si ha a che fare con la scienza distorta, non bisogna più stupirsi di nulla. Si spiega così, in fondo, anche l’incredibile diffusione degli psicofarmaci tra i bambini negli USA (il Ritalin è stato prescritto a milioni di loro  per curare l’inesistente sindrome di iperattività ADHD), soprattutto nei quartieri poveri. Come ha detto uno dei medici impegnati in prima linea, frase raggelante e che andrebbe annotata come emblematica di un certo tipo di pensiero “scientifico”: «Come società abbiamo deciso che è troppo dispendioso modificare l’ambiente del bambino: così abbiamo modificato il bambino stesso».

Informazioni su Furio Stella

Giornalista, nato nel 1957 a Trieste, morto il 14 ottobre 2014. Ha lavorato a “Il Mattino di Padova”, di cui è stato vicecaposervizio del settore Sport, dal 1978 al 2013. Inviato del gruppo l’Espresso ai Mondiali di calcio 1990, ha collaborato con la Rai, “La “Stampa” e “Il Giorno”. Ha lavorato anche a “Il Centro di Pescara” e a “L’Alto Adige di Bolzano”. Nel 1995 ha fondato l’edizione italiana di “Nexus” di cui è stato direttore fino al 2004. Dal 2008 si occupa di “Effervescienza”, l’inserto scientifico del mensile “Biolcalenda”. Ha pubblicato la raccolta di racconti La casa dei molini a vento (Edizioni Andromeda, 2008) e il romanzo Il cameriere di Rocco (Edizioni La Torre ,2012). Ha scritto in collaborazione anche due libri sul calcio Padova, La vecchia signora di provincia (con Cellini e Trivellato, Edizioni Tipopadova 1980) e Calcio Padova 1910-2010, un sogno lungo un secolo (a cura di Toni Grossi, Il Mattino di Padova 2010).

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